Giacomo Gentili: “Devo tutto al College e ad Agostino Abbagnale”

Giacomo Gentili
Giacomo Gentili

Gentili, ma non troppo! Questo abbiamo scritto lunedì sera di Giacomo, vogatore della Canottieri “Leonida Bissolati” di Cremona, per inquadrare l’irruenza che lo porta a vincere il singolo Junior. Mai cognome fu meno azzeccato per questo sedicenne cremonese, chiedetelo agli avversari che quattro giorni fa, nel corso del Meeting Nazionale, sono stati costretti a lasciargli strada…
E’ un prodotto del nostro College Giovanile, diretto da Agostino Abbagnale, e siamo fieri di mostrarlo, luccicante, a partire da domani nella 28a edizione del Memorial d’Aloja. Indosserà, per la prima volta, il body dell’Italia. Lui, Giacomo, che nel 2013 vinse il campionato italiano nel doppio Ragazzi con Andrea Cattaneo per poi sfiorare, a inizio autunno, il podio in singolo ai Tricolori Junior. Abbiamo chiacchierato con lui questa sera.

Giacomo, complimenti per il successo al Meeting. Per chi non l’ha vista, ci aiuti a rivivere la tua finale?
“Sono arrivato in partenza molto carico sapendo che gli avversari principali erano Coan e Fiume. Sin dai primi metri sono già avanti: ho poi cercato di allontanarmi sempre di più. Arrivo ai mille metri e sono avanti di 2 barche luce. Allora sento le urla di mio padre che dice “E’ tua , è tua ” e allora la sua voce mi carica ancora di più. Ai 1500, sento che non mi ferma più nessuno. Alle boe rosse, forte del mio vantaggio, vado a vincere senza chiudere”. 

Entrare nel College di Piediluco ti ha decisamente rafforzato, anche sotto il profilo della convinzione…
“Mi ha
 formato in tutto e per tutto. Devo dire che senza il College non sarei mai riuscito a vincere perché alla Bissolati, sinceramente, gli allenamenti erano troppo monotoni. Non si usciva quasi mai in barca mentre qui ho a disposizione questo splendido lago e mezzi per praticare canottaggio ad alto livello”.

Dai, parlami di Agostino Abbagnale.. 
“E’ uno che non parla molto ma quando dice una cosa la devi ascoltare. Mi disse, prima della finali. “Hai le possibilità per vincere e di spaccare tutto”. Le parole di Agostino, assieme quelle di mio padre e la fiducia di mia madre, mi hanno dato una carica esplosiva”.

Chiaramente c’è il sogno Mondiale. Se arrivasse la convocazione, in quale barca vorresti remare?
“Voglio anche gli Europei (sorride n.d.r.). Penso che remare in singolo in queste due competizioni sia una cosa molto prestigiosa, però per quest’anno preferirei essere su un quattro di coppia”.

Nella tua giornata-tipo, c’è abbastanza spazio sia per gli allenamenti che per gli studi (ps che scuola fai?)? Come coniughi queste due importanti attività?
“In questi mesi ho imparato a dare ascolto ai più esperti, come ad esempio Jacopo Mancini. Tempo per studiare? Non c’è, per il Liceo delle Scienze Umane non è molto duro…”.

Il tuo idolo?
“Agostino Abbagnale. Con la sua determinazione, ha fatto quel che ha fatto nel canottaggio nonostante le grandi difficoltà causate dalla sua malattia. Nella vita di tutti i giorni, il mio idolo è mio padre. E’ una figura importantissima che ogni giorno mi manda messaggi dove mi invita a continuare a inseguire il mio sogno sportivo senza mollare mai”

Se non fossi stato italiano, per quale nazione avresti voluto remare?
“Australia o Nuova Zelanda, per i posti da favola. Gran Bretagna, per la tradizione”. 

Non fossi diventato canottiere in quale sport avresti voluto fare strada?
“Rugby, tutta la vita”.

Dove ti immagini tra 10 anni?
“In un corpo militare ad allenarmi per le Olimpiadi oppure in club all’estero”

6 pensieri riguardo “Giacomo Gentili: “Devo tutto al College e ad Agostino Abbagnale””

    1. I meriti per arrivare al college non andrebbero un po’ condivisi con gli “allenatori troppo monotoni della Bissolati” che gli hanno consentito il grande passo?
      Ferry

  1. Ferry: Che gli hanno consentito? In che senso, che gli hanno dato il permesso di andare al college o che lo hanno allenato bene per farlo entrare al college?
    Andrea: quindi secondo te è un ingrato? E, in generale, secondo te quindi le nostre azioni devono essere fatte solo quando siamo sicuri di ricevere gratitudine?

  2. Scusa Edoardo ma forse non hai capito. Non è mia abitudine rispondere a ping pong in rete ma, visto che sono stato interpellato, esplico interamente il mio punto di vista. Le società “consentono” …sempre questi gandi passi che gli atleti prendono nella loro vita agonistica. Diversamente, questi atleti, semplicemente “NON ESISTEREBBERO” in quanto non sarebbe stato dato loro modo di praticare canottaggio. Le dichiarazioni fatte dall’ atleta sono un fatto soggettivo che non vale la pena considerare in quanto dichiarazioni..soggettive/personali (questo senza nulla togliere al valore del ragazzo che io per primo ho lodato)
    Per quanto riguarda l’ingratitudine, vedo con dispiacere che nel mondo del canottaggio molte persone prendono come un fatto personale qualsiasi critica, osservazione o modo di dire. Il proverbio è stato da me proferito in modo bonario, semplicemente per consolare una vena di tristezza che avevo ravvisato nel post di @Ferry. Tutto quì. Il mio post era ben lungi dal voler essere polemico. Parlo per esperienza personale perchè anche io ho vissuto questa situazione in quanto ho mandato un ragazzo a Piediluco che si è sempre fatto ben valere. Quando un ragazzo va al college, è naturale che la sua società ed il suo vecchio allenatore rimangano defilati; fa parte del gioco. E’ giusto così…..ma non si può neanche negare a chi l’ha seguito da quando magari era ancora allievo A un pò di nostalgia o peggio amarezza leggendo dichiarazioni considerate (da chi legge) irriconoscenti!!!
    Da quì ad affermare che io pensi che ogni nostra azione debba essere improntata ad ottenere riconoscenza, di acqua ne passa sotto i ponti. Tu lo hai affermato, non io. Io ho citato un proverbio 🙂
    Passo e chiudo. Di nuovo augurissimi al nuovo talento G&G e ad Agostino che li segue con tanta pazienza e dedizione.

    1. Andrea perdonami non voleva la mia essere una critica. Volevo solo capire meglio. Questo è un difetto dei forum, in cui non si può capire il tono usato mentre scrivi qualcosa. Io più volte ho commentato gli articoli di Marco con l’intento di meglio capire il punto di vista di altri che magari non è uguale al mio. Detto questo mi fa piacere che mi hai risposto, così ho avuto modo di capire che il proverbio da te usato, è stato proferito in modo bonario. Avevo capito male. Per fortuna mi hai risposto. Devo essere sincero: mi ero messo nei panni di Giacomo, anche io ho fatto il college, e il tuo commento mi aveva inacidito.
      Ripeto, fortuna che hai risposto, cosi tutto è chiaro.
      Grazie

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