Non cancellate Storia e Futuro della Sisport

sisport_fiat_festivalVolevo parlare oggi del Meeting Nazionale e della TRio2016 ma naturalmente la voglia è subito passata dopo aver letto, su La Stampa, la notizia della probabile chiusura della sezione Canottaggio alla Sisport Fiat. Novantadue anni di storia rischiano di esser cancellati da “motivi economici” ed è amaro constatare che praticare uno sport, ad alto, medio o basso livello, non sia più un’irrinunciabile questione sociale ma diventi l’oggetto di una semplice quadratura bilancio. E’ veramente insopportabile. 

Non ci sono solo i successi mondiali, come quelli degli Under 23 Francesco Pegoraro e Michele Quaranta, a Linz oppure il bronzo agli Europei e l’escalation di Gaia Palma o la bella carriera agonistica-universitaria (a Clermson) di Laura Basadonna. Da difendere c’è una grande storia, penso ai Pacovich, Baldacci, Matteoli, Torta, Ustolin, Cascone, Carando, ed un vivaio cresciuto accuratamente dall’attuale coach Prandini e dal suo staff.

La Sisport Fiat è, per me, la passione di Massimo, il sorriso di Gaia, una battuta spiritosa di Andrea, la determinazione di Francesco, l’intelligenza di Laura ed il desiderio di emergere di tanti ragazzi e ragazze protagonisti sui campi di regata di tutta Italia. E’ per me, soprattutto, lo specchio dell’attività di un uomo sincero, genuino ed onesto. Di un tecnico molto bravo: Bebo Carando. Ovunque sia, ne sono certo, si sta battendo affinché il 31 luglio non sia scritta la parola “fine” ma sia sinonimo di un nuovo inizio.

 

5 pensieri riguardo “Non cancellate Storia e Futuro della Sisport”

  1. La mia passione per il canottaggio é nata tanta anni fa in Sisport e non posso pensare al canottaggio senza questa prestigiosa società. Tutti i canottieri torinesi sono schierati al fianco degli amici fiattini e se sarà il caso si batteranno con loro affinché la bandiera della Sisport non venga ammainata.

  2. Quando negli anni ’70’ vedevo arrivare il FIAT (allora non era ancora Sisport) sui campi di regata provavo una grande invidia.
    Il Tir per caricare le barche, pulman per gli atleti e l’immancabile Cascone che con sigaro o pipa, cagnolino e stile inglese che faceva la sfilata di passerella e dispensava consigli.
    Io, allora quindicenne, che invece praticavo canottaggio con le pezze nel sedere (ancora adesso cm :):), li vedevo come un mondo inarrivabile. In quel momento, probabilmente, avrei un pò sadicamente gioito di una notizia come quella che tu oggi, Marco, pubblichi.
    Con il tempo e l’età, poi, ho imparato a conoscere questi ‘marziani’ vestiti di rosso, capire che tutto sommato molti di loro erano figli di operai e che solo per il fatto che particassero canottaggio al FIAT..non poteva essergli imputato come una colpa. Oggi, purtroppo, siamo tutti sulla stessa barca con tanti body diversi..ma tutti insieme. Non ci sono soldi per le trasferte o per le barche che ormai costano più della macchina dei nostri genitori. Spero invece ci sia dentro di voi ancora la speranza di farcela; quella non deve morire mai. FORZA RAGAZZI, LOTTATE PER LA VOSTRA STORIA!!!!!!!
    Anche altre società hanno avuto le vostre difficoltà ma poi sono rinate dalle loro stesse ceneri.
    Se avete resistito agli allenamenti sotto la pioggia,sole o vento. Se avete resistito a tutti i duemila che vi siete tirati…che problema potrà mai essere questo? 🙂 Siete vaccinati, potete farcela.

  3. Mi unisco alla tristezza e all’amarezza per questa notizia, in un mondo in cui per il calcio non esiste un valore che abbia un senso, sentire che un gruppo come Fiat vuol chiudere la sezione Canottaggio per motivi economici è una vergogna.
    Ritengo che questo atto se perpretato, sia un insulto non solo per il movimento ma per tutta la città.
    Vogliamo una società basata su sani principi ma si vanno ad eliminare gli strumenti che contribuisco a renderla tale.
    I ragazzi non ce la possono fare da soli ci vuole un movimento di opinione che li sostenga oltre la solidarietà di tutto il movimento dei canottieri.

  4. Gli sportivi, e non solo gli amanti del canottaggio, saranno più poveri, se il 31 luglio la gloriosa Sisport chiuderà i battenti. Non può essere. Non ci voglio credere. Mi sono accostata al canottaggio per l’amore di mia figlia verso questo sport, duro e selettivo, ma autentico e di valore, come tutti gli sport minori, dove girano pochi soldi.
    Siamo la città della Juventus, dei giochi calcistici miliardari, la città che per anni è stata il simbolo della Fiat e da cui Fiat ha tratto, e per certi versi anche dato, così tanto. Ma davvero devo spiegare a mia figlia che non ci sono soldi per continuare a far vivere un circolo, avversario leale e amico, perché in questa città conta soltanto la logica del calcio, delle sponsorizzazioni miliardarie, e del denaro? Per favore, è importante.

  5. posto questo comunicato inviato dal Comitato Regionale Piemonte.

    La società Sisport Fiat – sezione Canottaggio, giunta al suo novantesimo compleanno, rischia di cessare l’ordinaria attività presso l’impianto sportivo sito in Corso Moncalieri 346/12, entro la fine della corrente stagione agonistica.
    Il gruppo dirigente della Sisport ha vagliato ogni opzione possibile, prima di intraprendere tale sofferta decisione.
    La Federazione è e sarà vicina alla società Sisport, ai suoi atleti, ai tecnici, ai dirigenti ed alle famiglie che hanno partecipato e condiviso il percorso e la formazione sportiva di moltissimi canottieri “rossi”.
    Rimarremo in costante contatto con Alberto Ronzan, amministratore delegato della Società, per conoscere i futuri sviluppi, fornire il necessario supporto e cercare di individuare ipotesi che possano consentire la continuità della storia e della tradizione Sisport, così importante per il canottaggio torinese, regionale, nazionale ed internazionale.
    Siamo di fronte ad una prova suprema, che dimostrerà la nostra capacità, come sistema remiero cittadino, regionale e nazionale di organizzarci, di gestire le criticità e di collaborare.
    La speranza degli uomini e delle donne che hanno costruito la storia e le vittorie della Sisport, la memoria ed il doveroso tributo verso coloro che hanno dato molto e che ci hanno lasciati, l’impegno giornaliero e costante dei molti dirigenti, atleti e tecnici, rappresentano il patrimonio Sisport, che non sarà cancellato e che sarà tutelato dall’azione congiunta e condivisa del mondo remiero regionale.
    Oggi più che mai è necessario assumere una prospettiva globale e d’insieme, assumendo come prioritarie le esigenze di coloro che si trovano nella fase critica dell’imminente cessazione.
    Il canottaggio Piemontese agirà coeso e fornirà alla Sisport la necessaria disponibilità e collaborazione onde gestire la presente difficile situazione; ciò al fine di tutelare in primo luogo i molti che hanno dedicato tempo, energie e risorse alla costruzione della Sisport ed evitare il rischio di una dolorosa diaspora di persone, di tradizione, di storia e di risorse.
    E’ essenziale che ciascuna società comprenda che l’obiettivo prioritario ed unico consiste nel tutelare la continuità di talenti, competenze, entusiasmo, professionalità ed attrezzature.
    Incontreremo nei prossimi giorni i dirigenti della Sisport, onde individuare e condividere le linee di intervento che possiamo, tutti insieme e congiuntamente, attuare.
    Muovendoci coesi come movimento remiero Piemontese, potremmo consentire alla comunità Sisport di superare questa situazione nel miglior modo possibile.

    STEFANO MOSSINO
    COMITATO REGIONALE PIEMONTESE

    MARIO ITALIANO
    FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO

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