Canoa e canottaggio verso la fusione?

Giuseppe Abbagnale e Luciano Buonfiglio
Giuseppe Abbagnale e Luciano Buonfiglio

Spending review. Ormai non si parla d’altro da mesi ed anche lo sport non è estraneo a questi ragionamenti. Nella rubrica “Palazzo di Vetro” il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Ruggiero Palombo anticipa i contenuti della riunione Coni, commissione contributi ed accorpamenti, del prossimo 15 aprile.

“Accorpare vuol dire riunire, ottimizzare le risorse e, soprattutto, risparmiare un sacco di quattrini” spiega Palombo. Due ipotesi allo studio: una più (risparmio 11-20 milioni di euro) ed una meno (risparmio 9-16 milioni di euro) accorpante. In diverse circostanze ufficiali, a tal proposito, il numero uno del Coni Giovanni Malagò ha citato l’esempio di canottaggio (Federazione) e canottaggio a sedile fisso (Disciplina Associata). Ma la riflessione più interessante è, appunto, inerente ai risparmi sontuosi sopra citati passando da 45 a 37-38 Federazioni. Tennis, badminton e tennistavolo insieme, ma anche canoa e canottaggio riunite come prima del 1987, anno di riconoscimento ufficiale, all’interno del Coni, della FICK.

Luciano Buonfiglio, presidente della Federazione Italiana Canoa e Kayak, è anche vicepresidente del Coni e, ironia della sorte, anche responsabile della commissione accorpamenti. E’ colui che sta studiando, in prima persona quelle “sinergie tra Federazioni” al fine di “ottimizzare le risorse economiche”. Sono parole pronunciate dal numero uno FICK in un’intervista alla Gazzetta dello Sport di tre settimane fa che così si concludeva. “E Buonfiglio, con la canoa che può fondersi con il canottaggio, ha un posto in prima fila. Una missione che merita i più sinceri auguri di successo”. 

Tutti e due partenopei, i rapporti tra  Giuseppe Abbagnale e Luciano Buonfiglio sono eccellenti. Anzi, tutti e tre, se comprendiamo anche Davide Tizzano, tra i più attivi sostenitori del cambiamento per lo sport italiano con l’elezione di Malagò. Un comunicato federale datato 3 febbraio 2013 (clicca qui) conferma la grande sintonia. “Con circa il 70% delle società con affiliazione comune, ogni proposta collaborativa ha concrete possibilità di riuscita e per questo motivo incontrarsi per avviare la possibilità di un progetto insieme”. E se questo progetto di chiamasse fusione?

6 pensieri riguardo “Canoa e canottaggio verso la fusione?”

  1. Le ricette della nonna… torniamo indietro di 40 anni, quando canottaggio e canoa erano già una sola federazione e viveva una vita sdoppiata con una doppia personalità? Memoria storica zero. Risparmiare è importante ma a patto che la macchina funzioni. A dispetto dell’apparente somiglianza, si tratta di due mondi con mentalità ed abitudini piuttosto distanti e a rimetterci sarebbe soprattutto il canottaggio che a differenza della canoa è un organismo ancora abbastanza compatto, al proprio interno.

  2. Concordo pienamento con Sergio.
    Stiamo parlando di due mondi diversi che hanno in comune solo i pontili e l’acqua; allora per la stessa sinergia perchè non si parla di accorpare anche la vela?
    Per risparmiare cosa, visto che non si possono organizzare gare comuni e le attuali strutture federali mi sembrano già abbastanza striminzite per pensare di eliminare del personale?
    L’unico risparmio sarebbe solo nei costi della gestione dei consigli federali, ma sicuramente si dovrebbe aumentare comunque il numero dei consiglieri per poter rappresentare tutte le “anime” del/dei movimento/i (e con che proporzioni?) e allora ciao risparmi……
    E perchè non accorpare anche motonautica e sci nautico?

  3. Pur essendo un inguaribile polemico, Sergio non ha torto (..è impossibile darglielo). Io sono più possibilista però, nel senso che staremo a sentire cosa propone la Federazione. Mi auguro però che alla fine del discorso..sia la base a decidere e che la proposta non ci venga “imposta” dall’alto. In questi tempi di vera e propria dittatura politica con tre Presidenti del Consiglio imposti senza nessun consenso popolare…questo pare ormai lo sport preferito da chi comanda 😦
    Speriamo che lo sport si salvi in questo senso.

    1. Andrea, non sarà la base a decidere ma la Commissione Coni preposta. Chiaro che noi tutti siamo contrari a questa fusione ma…. E’ chiaro che chi intende operare, nello sport, una serie spending review non guarda in faccia nessuno. Intanto, insieme c’erano già prima (Canoa e Canottaggio) e questo, al Coni, lo sanno. Poi canoa e canottaggio insieme significherebbe passare due piccole (in termine di finanze e praticanti) federazioni a una più grande (con notevoli risparmi, avendo una sola e non due macchine burocratico-amministrative) e questo, non da noi ma magari da altri, potrebbe anche essere visto con favore.

      1. Il dramma è che chi vuol fare questo genere di “revisione di spesa” (parliamo un po’ in italiano!) non sembra voler fare esperienza del passato, e vuole buttare via il bambino insieme all’acqua sporca.
        E purtroppo al Coni sta succedendo un po’ in tutta l’organizzazione dell’ente.
        Con la scusa dei “risparmi” hanno pre-pensionato a caro prezzo molti vecchi dirigenti dei vari servizi essenziali per riassumendoli poi come consulenti – naturalmente non gratis – perchè chi ha preso il loro posto – pagati profumatamente in alcuni casi più dei “vecchi” – non sa far funzionare le cose.
        Dov’è il risparmio???????

  4. Caro Marco, ho premesso nel mio intervento che sono possibilista. In quanto alle decisioni..’prese dall’alto’ io auspicavo che chi deciderà si consulti con la base..quantomeno. Poi quello che sarà lo vedremo in seguito. Certo è che il periodo, circa l’argomento “democrazia” non è dei più favorevoli…e mi fermo qui perché non voglio sconfinare nella politica che è comunque strettamente legata ai nostri problemi. Voglio farti poi “scherzosamente” pesare la mia età: io sono uno dei pochi ancora in circolazione che ha cominciato a gareggiare quando ancora la FIC era unita alla FICK. La mia prima regata (1975) fu una regata di “fondo” di 2000 metri in singolo ragazzi dato che la distanza regolare di gara era 1250 metri e tra noi e le altre barche partivano anche i canoisti.
    Fatta questa simpatica premessa, voglio portare in evidenza i rapporti non sempre idilliaci che intercorrono fra canoa e canottaggio in quelle società che hanno la disgrazia (?) di avere entrambe le sezioni. La torta è sempre la stessa ma invece che beneficiarne un utente solo…ne beneficiano in due con le lotte intestine che puoi ben immaginare. L’apoteosi della sfiga poi è quando c’è pure di mezzo la motonautica!! Insomma, le esigenze sono diverse, come giustamente diceva Sergio. Quale Canottieri, ora libera ed indipendente vorrebbe una sezione canoa in casa??? E viceversa, chiedi ai canoisti se vorrebbero una sezione di canottieri in casa.
    Mah, la questione è molto delicata e non facile da risolvere con un “..togli lì e metti qua..!”

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