Bond abbatte ancora Drysdale

canottaggiomania_bondE sono due! Hamish Bond, l’uomo che insieme ad Eric Murray stabilì a Londra 2012 in due senza la miglior prestazione cronometrica di sempre (più veloce anche del doppio), distrugge ancora una volta Mahe Drysdale, campione olimpico e pluriridato in singolo, nella sua specialità. Se in Italia la nostra Nazionale si prepara a Sabaudia, affrontando lunghe sessioni di lavoro in acqua ed a terra ed ignorando i primi appuntamenti del calendario federale (indoor e fondo), in Nuova Zelanda, dall’altra parte del mondo, si trova anche il tempo per divertirsi. 

La Cambridge Cup, a Lago Karapiro, mette di fronte i campioni del remo kiwi.  Per la seconda volta, la prima alla vigilia delle festività natalizie, Drysdale inghiotte amaramente la polvere di Bond, primo al traguardo con ben due secondi e mezzo di vantaggio. Il buon Hamish ha ammesso a fine gara che questa gara, nata nel 2013 come occasione anche di divertimento, si sta trasformando in un’aspra competizione. Nessuno si illuda, però. Secondo quanto riferito dal Waikato Times, Bond non sarebbe interessato, in futuro, a passare alla vogata di coppia. “Non posso reinventarmi nella coppia. Mahe resta il miglior singolista di tutti i tempi, ha trascorso una stagione sfortunata ed ora sta rientrando in piena forma. Io ed Eric siamo in piena sintonia e vogliamo continuare a vincere in due senza”.   

15 dicembre 2013: la prima vittoria. in singolo, di Hamish Bond contro Mahe Drysdale

1 commento su “Bond abbatte ancora Drysdale”

  1. Bravo Marco, hai detto una sacrosanta verità in alcune frasi : “…Se in Italia la nostra Nazionale si prepara a Sabaudia, affrontando lunghe sessioni di lavoro in acqua ed a terra ed ignorando i primi appuntamenti del calendario federale (indoor e fondo), in Nuova Zelanda, dall’altra parte del mondo, si trova anche il tempo per divertirsi”
    Pur rispettando e togliendomi tanto di cappello al nostro staff tecnico, ho sempre avuto la netta convinzione che i ‘nostri’ non si divertano. Il canottaggio in Italia è vissuto sempre come una eterna crocefissione, sofferenza ad oltranza. Il nostro canottaggio, in questo senso, sta a quello straniero come una messa di gesuiti sta ad una messa Gospel.

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