Liberi pensieri augurali

2014Con gli occhi semichiusi, smaltiamo i festeggiamenti di San Silvestro. Siamo nel 2014 ormai da una dozzina di ore e da domani riprenderemo, tutti quanti, a impegnarci per costruire un futuro migliore. Nel nostro sport, naturalmente, ed ognuno dal posto in cui adesso si trova ad agire. Oggi ci si riposa. Al massimo, si fanno gli auguri. In questo caso, però, guardiamo fuori dall’Italia, ad alcune espressioni remiere d’eccellenza ed altre in via di sviluppo. 

– Jean Christophe Rolland. Da settembre, infatti, il campione olimpico francese inizierà a camminare da solo lungo la strada del rinnovamento della FISA dopo una stagione di transizione e di passaggi di consegne con l’avvocato svizzero Denis Oswald, per 24 anni sul ponte di comando. Da Rolland ci aspettiamo, soprattutto, idee nuove per la valorizzazione degli Atleti e, soprattutto, per la crescita del prodotto Canottaggio in termini di visibilità attraverso innovative politiche di Marketing e Comunicazione.

Gli Alieni del due senza della Nuova Zelanda
Gli Alieni del due senza della Nuova Zelanda

– i neozelandesi Murray e Bond. La macchina perfetta, il loro due senza, scalpita per l’uscita dai box. Quattro vittorie iridate ed un alloro olimpico: non perdono una gara da oltre cinque anni e la loro striscia positiva, comprendendo anche batterie e semifinali, tocca quota 44. Vincono sempre, senza mai soffrire. Un po’ come andare al cinema conoscendo già il finale del film. Auguriamo loro l’arrivo di un equipaggio, possibilmente azzurro, in grado di rendere nuovamente imprevedibili le finali del due senza.

l’australiana Kim Crow. Ok, un argento ed un bronzo a un’Olimpiade rappresentano una grande soddisfazione personale, vuol dire esser l’unica persona del canottaggio mondiale a lasciare Eton con due medaglie al collo, ma la loro somma non equivale alla gioia del più alto gradino del podio. Sensazione poi provata a Chungju, dove, per non sbagliarsi, Kim conquista la leadership del singolo femminile ai 300 metri senza più mollarla per tutta la finale. Nel 2014 non potrà più nascondersi: a lei il ruolo di lepre, con l’augurio di sfuggire alle sue cacciatrici…

canottaggiomania_otto_Germaniaotto della Germania. Vinto tutto ciò che contava, tra Mondiali ed Olimpiadi, nel precedente quadriennio, il Deutschland-Achter conosce un’amara sconfitta a Chungju. Certo, la Gran Bretagna rinuncia alla riconferma nel quattro senza ed a un due senza molto competitivo per provare a vincere la madre di tutte le sfide. Ce la fa, d’accordo, ma il suo otto, somma di grandi individualità, non ci piacerà mai come il Deutschland-Achter, un progetto pluriennale che riassume non solo gli aspetti agonistici ma anche quelli promozionali del canottaggio.  Il Deutschland-Achter vive 365 giorni, anche se non è un Grande Fratello… Per capire, guardate qui. Buona rivincita!

quattro di coppia femminile Junior Romania. Qui, auguri per senso di colpa. Ragazze rumene, dopo cinque mesi, chiediamo scusa per gli eccessi di goduria scaturiti da queste colonne per il titolo delle nostre quattro ragazze azzurre, servito su un piatto d’argento grazie a un vostro infortunio, un rovinoso embardee, a poche palate dal traguardo. Siete in credito con la fortuna, vedete di spenderlo bene quest’anno.

– Gerald Ssemambo. Ventenne, ugandese, sogna le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Nulla di più, partendo da un piccolo e povero paese africano dove già soltanto remare è un’impresa. E’ proprio vero, allora, che la mission di Londra 2012, “Inspire a generation”, è andata a buon fine…

canottaggiomania_Ippolito– Nick Ippolito. Il giovanissimo coach americano sconfigge il ganglioglioma, un bruttissimo tumore al cervello, grazie al canottaggio. Secondo i dottori, essendo il nostro uno sport prevalentemente aerobico e ad altro consumo, l’elevato esercizio ha sviluppato la produzione di una grande quantità di ossigeno inviata al cervello con la conseguente precoce e tempestiva individuazione del tumore. Qui non parliamo di allori mondiali oppure olimpici, qui parliamo del bene più prezioso: la Coppa della Vita. Buona strada, Nick!

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