Simone Raineri: “Pronto a giocare le mie carte per Rio”

canottaggiomania_raineri_simoneDopo 20 anni di campo, la tribuna. Stagione decisamente amara per Simone Raineri, colonna della nostra Nazionale. Due medaglie, un oro (Sidney 2000) ed un argento (Pechino 2008) nel quattro di coppia, in quattro Olimpiadi. Dopo la delusione di Londra 2012, il finanziere di Casalmaggiore registra una buona partenza sotto la nuova gestione La Mura-Cattaneo. Tra il Memorial e la medaglia conquistata agli Europei, il suo quattro di coppia incappa nella negativa prestazione in Coppa del Mondo. Dodicesimo posto. Il “rimpasto” estivo lo vede scender dalla giostra insieme all’amico e più volte compagno di barca Matteo Stefanini. Ai Mondiali l’equipaggio, per metà rinnovato, migliorerà ma non al punto tale da raggiungere l’obiettivo minimo: la finale, traguardo sempre raggiunto in una rassegna iridata dal 1999 a oggi (a esclusione del 2005, quando il quattro di coppia non venne però presentato). Finirà settimo.

A quasi 37 anni, Simone non getta la spugna. Anzi, se ce ne era bisogno, quest’esclusione gli ha dato ancora più motivazioni per rincorrere la sua quinta Olimpiade. C’è stato un chiarimento con i tecnici federali e ora forte, più che mai, è la voglia di ripartire lasciandosi definitivamente alle spalle le ombre di questa stagione e mettendo a disposizione la sua generosità e l’esperienza maturata in oltre 20 anni di attività ad alto livello. Amsterdam 2014 e Aiguebelette 2015. Sono le principali tappe da affrontare sulla strada per il Brasile. L’ultima “crociata” di Simone.

Simone, quanto brucia, dopo parecchi anni, non esser protagonista a un Mondiale?
“Devo ammettere che è stata dura non far parte della Nazionale a Chungju, anche perché era dal 1993 che ciò non accadeva. Negli ultimi vent’anni, infatti, ho sempre vestito la maglia azzurra a Mondiali oppure Olimpiadi”.

Seguendo le gare a casa, cosa ti è piaciuto di più e cosa meno dell’ultimo Mondiale?
“Onestamente, la cosa che mi è piaciuta di più è stata solo di trascorrere più tempo con la mia compagna, la famiglia ed i miei amici che in tutti questi anni ho sempre trascurato per il canottaggio. Cosa ho apprezzato di meno? Logicamente non potere essere in Corea del Sud per confrontarmi con il resto del mondo”.

canottaggiomania_raineri_simone_4coppia_EuropeiNel corso di questi mesi, hai fatto autocritica o pensi che la tua mancata convocazione fosse ingiusta?
“In questi mesi ho fatto molta autocritica e, di sicuro, in questo 2013 mi sarei potuto allenare meglio ma ciò non toglie che durante tutto l’anno ho sempre dimostrato, rispetto ad alcuni elementi che hanno partecipato ai Mondiali, di andare meglio. Parlo di gare nazionali, test e prove in barca nei raduni. Inoltre resta il dispiacere che per colpa di una cattiva prestazione a Lucerna il Direttore Tecnico abbia perso la fiducia in quella barca che, fino a prima, aveva sempre battuto la Svizzera e la Estonia, prima al Memorial e poi agli Europei, entrambe finaliste ai Mondiali. Peccato perché credo che un incidente di percorso, durante un’intera stagione, ci possa anche stare quando ti alleni seriamente. L’importante è essere sempre sicuri e convinti del tuo valore. Ormai è tutto passato e non ci si può fare più niente, però peccato perché in un anno post olimpico, dove il livello generale è un po’ più basso,  potevamo ben figurare “.

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Il giorno più bello della sua carriera: l’oro a Sidney 

A fine settembre, hai poi vinto il tuo ennesimo titolo italiano in otto. Che esperienza è stata ed è servita a mitigare la delusione?
“Per fortuna, a fine anno, ho chiuso con una vittoria ai Campionati Italiani in otto, esperienza molto divertente grazie a un bel gruppo di amici. Mi è servita per mettermi di nuovo in gioco, per trovare nuovi stimoli e dimenticare del tutto la delusione per l’esclusione dai Mondiali”.

Voltiamo pagina. Che Simone Raineri vedremo nel 2014?
“Di sicuro, cercherò di riprendermi un posto in barca. Ho partecipato al primo raduno di Sabaudia migliorando il test  svolto in questo stesso periodo dell’anno scorso. Anche in barca, in singolo, ho lavorato molto bene insieme ai miei allenatori ed ai miei compagni di squadra. Di sicuro, alla mia età, i tempi di recupero non sono più quelli di un ventenne. Se però, come credo, i tecnici federali  contano ancora sul mio valore e sulla mia esperienza allora spero che faranno il possibile per aiutarmi a entrare in forma nel momento migliore della stagione”. 

“Parigi val bene una messa” disse Enrico IV che per avere il trono di Francia si convertì al cattolicesimo. Per esser protagonista a Rio de Janeiro, tu cosa sei disposto a fare?
“Da parte mia, garantisco tutto l’impegno, la massima applicazione e collaborazione con la squadra, allenatori ed atleti, per la crescita personale e del gruppo. Voglio giocare al meglio le mie carte e inseguire il mio ultimo sogno sportivo. La mia quinta Olimpiade”.

Foto Mimmo Perna e Detlev Seyb

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