L’altra faccia del costo-medaglia

canottaggiomania_Tizzano_AbbagnaleLa squadra azzurra, al centro della relazione del nostro Presidente in merito alle linee gestionali e programmatiche della Federazione Italiana Canottaggio. Quando rende e quanto costa. Riflettiamoci insieme, sulla base dei criteri illustrati in Assemblea. 

Con assoluta certezza, CanottaggioMania ribadisce che la gestione Abbagnale-La Mura ha  prodotto risultati sportivi migliori e, soprattutto, gettato le basi per far crescere la Nazionale grazie a un forte e mirato investimento nei giovani ed all’impiego di tecnici federali molto qualificati. Le abbiamo più volte sottolineate le ragioni della buona strada intrapresa: l’età media abbassata, il numero di neo-medagliati, il numero di giovani alla prima finale iridata in barca olimpica, il recupero di vogatori non adeguatamente considerati negli ultimi anni. 

Eppure, in Assemblea, il presidente Abbagnale e, in seconda battuta, il suo vice Tizzano preferiscono soffermarsi esclusivamente sul confronto con la gestione precedente. Guardando indietro, non avanti. Non solo i Risultati, ma anche i Costi sostenuti per ottenerli arrivando anche a definire, con certezza, a quanto ammonta il costo medio-medaglia 2009 ed il costo medio-medaglia 2013.

Ragionando in termini di costi, è difficile fare paragoni, noi lo premettiamo, anche perché diverse sono le sedi di gare (ed i conseguenti costi da affrontare per raggiungerli), diverse sono le competizioni (nel 2013, rispetto al 2009, in più le Universiadi e gli Europei Junior con due prove di Coppa del Mondo in meno) e diverse anche le modalità operative. Nel 2009 Coupe de la Jeunesse a totale spesa federale (clicca qui per la Circolare), nel 2013 in gran parte (salvo il trasporto) a spesa societaria (clicca qui per la Circolare). Anche inserire in quest’analisi le medaglie del Coastal Rowing, di esclusiva pertinenza societaria, lascia perplessi.

Ma allora, seguendo questo ragionamento, perché fermarsi solo al 2009 nell’analisi degli anni post olimpici della Nazionale? Guardiamo, anche, il caso precedente. Il 2005, gestione Nicetto-De Capua. Ovviamente, qui, non possiamo che concentrare l’attenzione sulle principali manifestazioni svolte in entrambe  (nel 2005 NO Europei e NO Universiadi) le stagioni (2005 e 2013): Mondiali Assoluti, PL e Adaptive (sempre in Asia: nel 2005 in Giappone, nel 2013 in Corea del Sud), Mondiali Under 23, Mondiali Junior e Giochi del Mediterraneo. Lasciamo fuori la Coppa del Mondo, per correttezza, in quanto le prove sostenute sono diverse: tre otto anni fa, una quest’anno. Attenendoci al criterio della nuova Federazione, facciamo la somma delle medaglie e rapportiamole con il principale fattore degli investimenti (i giorni di raduno): 10 ai Mondiali Ass/PL/Adaptive del 2005 e 8 nel 2013, 7 pari ai Giochi del Mediterraneo, 8 ai Mondiali Under 23 del 2005 (11 giorni di raduno premondiale) e 6 nel 2013 (17 giorni di raduno premondiale) , 6 ai Mondiali Junior del 2005 (15 giorni di raduno premondiale) e 5 nel 2013 (30 giorni di raduno premondiale). 

Trentuno medaglie nel 2005 e ventisette nel 2013. Meno risultati, quest’anno, a fronte di maggiori spese sostenute rispetto a otto anni fa. Osservate pure il bilancio 2005 nell’apposita sezione del sito federale. Anche questa, una realtà basata semplicemente sui numeri. Chiamatela altra faccia della… medaglia o del costo-medaglia, se preferite!

2 pensieri riguardo “L’altra faccia del costo-medaglia”

  1. Ciao Marco. Ero presente e sinceramente devo dirti che non ho ben compreso del perché, questa relazione, ha seguito la falsariga di quelle della precedente gestione. Io avrei preso un’altra strada. Forse l’impegno a far quadrare i conti, fattore peraltro molto importante, ha distolto l’attenzione verso altre forme di comunicazione. In effetti nelle parole di apertura del presidente sono trasparse certe preoccupazioni legate alla difficile situazione economica interna che, a quanto sembra, ora pare avviata a soluzione. Buon Natale.

  2. A parte il fatto che i dati presentati all’assemblea-flop di domenica, per diretta ammissione di qualche consigliere federale, sono palesemente taroccati (ad esempio, non sono state conteggiati, nei costi, i gettoni di presenza dei tecnici ai raduni, così come nelle sponsorizzazioni sono stati incredibilmente conteggiati i contributi CONI, altrimenti si sarebbero ridotti praticamente a zero), a parte questo, i costi medaglia possono essere piu o meno favorevoli, ma i costi che le società stanno pagando per la dissennata politica dell’attuale gestione che spende tutto per la squadra olimpica incurante delle gravi difficoltà che i club incontrano talvolta persino per sopravvivere, chi li quantifica? Il canottaggio non è solo medaglie olimpiche, è anche fatica, sudore, sacrifici di dirigenti, famiglie, organizzatori, tecnici ed atleti e non si può rischiare di lasciar morire un movimento per cercare a tutti i costi una medaglia olimpica che servirebbe a poco con un canottaggio languente. E pensare che si sono vantati anche di aver tagliato pesantemente la comunicazione! L’età media degli atleti è scesa? Certamente, grazie all’immissione nei senior di quegli junior vincenti che solo due anni fa venivano considerati non importanti dagli attuali dirigenti federali ma che adesso fanno molto comodo per attribuirsi meriti non propri.

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