La voce del Cuore: Massimiliano Rocchi

Massimiliano Rocchi
Massimiliano Rocchi

A soli 20 anni, dopo aver bagnato il suo esordio azzurro nel 2010 con un argento ai Mondiali Junior (capovoga del 4 con), era già pronto a tirar fuori definitivamente barca e remi dall’acqua. Pronto, magari, a viver nuove esperienze più gratificanti dal punto di vista umano. Una vicenda, ahinoi, comune a molti altri suoi coetanei. Di fronte al ridimensionamento intrapreso dalla propria Società ed all’impossibilità di trovare un’appagante collocazione in un altro circolo romano, l’abbandono sembrava ormai certo. Invece no. L’appoggio,  incondizionato, della famiglia e la scoperta di nuove motivazioni al CRV Italia cambiano una storia quasi scritta. C’è il punto, ma, per fortuna, si va a capo. Così prosegue l’amore di Massimiliano Rocchi per il canottaggio. Il sogno della maglia azzurra, rincorso con caparbietà e tenacia. Un titolo mondiale Under 23, vinto da capovoga. “Il nostro cuore è un tesoro, spendetelo in un sol colpo e sarete rovinati” diceva Honore de Balzac. Dopo un periodo buio, Massimiliano ha avuto la pazienza di ascoltarne la voce, giorno dopo giorno, senza avere fretta. 

Massi, come si fa a ripartire e, nel giro di un anno o poco meno, passare dalla possibilità di appendere i remi al chiodo a vincere un Mondiale?
“Ripartire è stato durissimo. Dopo il 2011, anno in cui non sono riuscito a raggiungere i risultati che mi ero prefissato, sono andato in crisi e mi sono chiesto se veramente valesse la pena continuare. In più c’è stata tutta la storia della Canottieri Lazio, ormai conosciuta da tutti. Credo che la dirigenza di allora avrebbe potuto gestire sicuramente meglio la situazione, non buttando a stagione in corsa quello che era stato costruito nei tre anni precedenti. La cosa che, però, alla fine mi ha spinto ad andare avanti è stata la determinazione che mi ha insegnato il canottaggio in questi anni. Non poteva finire in quella maniera, non doveva e, alla fine, se non è successo è stato grazie anche a tanti sacrifici come lo stare lontano da casa, dalla famiglia e dagli amici, oltre al programma di allenamento, non proprio piacevole da sostenere, sono riuscito a centrare il massimo obiettivo”.

La vittoria del titolo italiano Under 23 nel settembre 2012 con Peppe Vicino (CRV Italia)
La ripartenza. Vittoria del titolo italiano Under 23 nel settembre 2012 con Peppe Vicino (CRV Italia)

Sei “emigrato” da Roma a Napoli per tornare a remare ad alto livello: non c’erano altre soluzioni praticabili nella Capitale?
“Purtroppo per ripartire avevo bisogno di una svolta. Ci ho pensato moltissimo prima di lasciare, come ho detto prima, gli affetti e gli amici per trasferirmi a Napoli. Roma, invece, da questo punto di vista non mi ha aiutato. Le società tendono a puntare su discipline sportive più comuni e remunerative, rispetto alla possibilità di avere una squadra di canottaggio competitiva. Come se non bastasse, il Tevere, con le sue piene,  ha creato notevoli difficoltà. Basta ricordarsi le impressionanti immagini della piena dello scorso anno quando il galleggiante dell’Aniene è stato spazzato via”.

Che ambiente hai trovato al CRV Italia?
“Al CRV Italia mi sono trovato subito benissimo grazie a dirigenti, allenatori e atleti che mi hanno aiutato a integrarmi con la città e mi hanno dato fiducia dopo lo stop dell’anno precedente, portandomi a riconquistare la maglia azzurra”.

Racice 2010. L'abbraccio con il fratello Edo (oggi coach Can. Ponte Mollo)
Racice 2010. L’abbraccio con il fratello Edo (oggi coach Can. Ponte Mollo)

In quest’ultimo periodo, sicuramente non facile prima della riconquista della Nazionale, a chi ti senti dire “grazie” e perché?
“La mia famiglia è stata determinante. Mio padre, mia madre e mio fratello. Devo a loro molto, se non tutto, di quello che ho fatto fino a ora. C’è poco da dire, solo che sono stati meravigliosi. Mio fratello Edoardo è stata l’unica persona a farmi commuovere dopo aver vinto il Mondiale con un bellissimo post sulla mia bacheca di Facebook e mi è dispiaciuto molto che non fosse presente a Linz, con mio padre e mia madre, il giorno della finale. Vorrei ringraziare anche tutti i dirigenti del CRV Italia, gli allenatori Antonio Colamonici, Danilo Patti e Giovanni Schiattarella, che mi hanno seguito durante l’anno, tutti i ragazzi del Circolo e ai miei amici di Roma che, anche da lontano, non mi hanno mai fatto mancare l’affetto e il tifo”.

Gioia e pensieri...
Gioia e pensieri…

Linz: quale è stato il flash più bello del Mondiale, a quale cosa ripensi ancora oggi a distanza di quasi tre mesi?
“Gli ultimi 50 metri della finale. Ormai avevo capito di aver vinto ma stavo comunque attentissimo a non commettere errori clamorosi. Al solo pensiero di quei momenti, mi viene la pelle d’oca. La cosa a cui penso ancora oggi, a distanza di tre mesi, è la foto scattata subito dopo aver tagliato il traguardo, dove siamo in barca e stiamo esultando. Io in quel momento avevo le gambe in acqua e stavo pensando da dove ero partito a dove ero arrivato e  non riuscivo a credere a quello che avevamo fatto e poi, vedere i miei genitori commossi mentre cantavo l’inno, è stato qualcosa di indescrivibile”.

Il quattro con Under 23 in azione!
Il quattro con Under 23 in azione!

I tuoi compagni di barca: chi erano per te e quale contributo hanno dato, ciascuno di loro, alla vittoria? E quale contributo ti senti di aver dato tu?
“I miei compagni di barca erano e sono degli amici importantissimi, con cui ho avuto l’onore e il piacere di poter condividere l’esperienza del Mondiale. Mario Cuomo è stato il mio compagno di barca dal secondo giorno della prima Trio fino al Mondiale. Mi sono trovato benissimo con lui anche perché la pensiamo allo stesso modo su moltissime cose. Vincenzo Abbagnale è stato bravo a portare insieme a Luca Parlato l’esperienza che si è fatto durante l’anno trascorso con la squadra assoluta. Luca ci ha dato quel qualcosa in più dal punto di vista della forza per un ulteriore salto di qualità. Andrea Kiraz, invece, è stato bravo a saper gestire le sue paure (per lui era il primo Mondiale) e a condurre le due gare in maniera perfetta, seguendo alla lettera quello che avevamo detto a terra. Io, da parte mia, ho semplicemente messo tutto me stesso per cercare di raccogliere il massimo da quest’esperienza. Tutti noi abbiamo puntato sulla coesione della barca e credo sia quello oltre a dare il nostro massimo che alla fine ha fatto la differenza”.

Indicami un atleta, nazionale o internazionale, da prendere come esempio e perché?
“Il due senza dei “kiwi”. E’ impressionante la loro fame di vittorie e la dimostrano sempre in ogni gara. Hanno cominciato a vincere nel 2009 e da quel momento non sono mai scesi dal gradino più alto del podio dimostrando in ogni gara una supremazia inavvicinabile per qualsiasi tipo di avversario di qualsiasi nazione. Una macchina da guerra”.

Sarai ancora Under 23 per un anno: il prossimo anno, su quale barca ti piacerebbe esser protagonista?
“Per prima cosa è fondamentale confermare la presenza in Nazionale, visto che ogni anno si riparte da zero. Una volta riconfermato, saranno i tecnici federali a decidere come impiegarmi. Se potessi scegliere io ti direi, senza pensarci due volte che mi piacerebbe molto stare o su un quattro senza oppure su un due senza”.

Tra l’altro, lo sai che la FIC sta cercando di qualificare un otto per le Olimpiadi di Rio de Janeiro… Non aggiungo altro, ma quale fioretto saresti disposto a fare nell’eventualità?
“Sinceramente non ci ho proprio pensato perché ci sono moltissimi atleti che attualmente sono più forti e  meritevoli di me. Tutto quello che posso fare è continuare ad allenarmi, come sto facendo, anche perché mi sembra un po’ prematuro parlarne visto che sono rientrato in maglia azzurra da pochissimo tempo”. 

Foto Mimmo Perna, Luigi Oppo e Detlev Seyb

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...