Fabrizio Caselli: “Rio? Voglio farcela solo con le mie forze”

canottaggiomania_Caselli_FabrizioAzzurro della Nazionale di ParaRowing, per lungo tempo anche maglia rosa al Giro d’Italia di handbike. Fabrizio Caselli non conosce il significato della parola “riposo” o, meglio, la intende solamente in maniera attiva. A 45 anni, l’atleta della Canottieri Firenze ha un obiettivo chiaro in testa: le prossime Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Non si sente eroe, pur se a ragione l’amico Alessio Focardi lo ha così narrato in un documentario, ma soprattutto atleta e uomo. In questo colloquio, “Misce” ci parla dei suoi figli, delle sue passioni e della sua forte voglia di Brasile. “Voglio farcela solo con le mie forze”.

Atleta, eroe, uomo: questo il sottotitolo del documentario di Alessio Focardi. In che misura ti senti atleta, in quale eroe ed in quale uomo?
“Mi sento atleta al 100%, perchè dedico quasi tutto il mio tempo allo sport portando avanti sia l’handbike che il canottaggio. Non mi sento un eroe, perché non penso d’aver fatto niente per ritenermi tale. Mi sento uomo perché, oltre lo sport, porto avanti i valori della famiglia a cui tengo tanto”.

Per i tuoi figli, sei soprattutto un padre-eroe. Qual è il tuo rapporto con loro?
“Il mio rapporto con Matteo (dodici anni n.d.r.) e Alice (otto) è buono anche se devo ammettere che vorrei dedicargli piu tempo. Purtroppo lo sport, come ho gia detto, mi porta via tanto tempo”.

Come si fa, con soli pochi mesi di attività alle spalle, ad andare così vicini alla qualificazione paralimpica?
“Penso che l’attività dell’handbike mi abbia aiutato tanto, perchè, a livello aerobico, essendo un sport di resistenza, ero preparato più dei miei avversari italiani. Mi è bastato imparare il gesto tecnico, o almeno provarci, per essere competitivo. Poi, quando dico di fare una cosa, do sempre il 100%”.

canottaggiomania_caselli_handbikeCosa contraddistingue, attualmente, il nuovo gruppo del ParaRowing? Cosa possono dare Dario Naccari, Franco Cattaneo e Giuseppe La Mura in favore della crescita di questo movimento, creato dal nulla da Paola Grizzetti 10 anni fa?
“Il nuovo gruppo Pararowing è un bel gruppo perche c’è armonia e stiamo bene insieme. Sicuramente possono dare tanta esperienza e, per quanto riguarda Dario, è una persona che ascolta cosa hai da dirgli e insieme cerchiamo di migliorare. La Mura? Penso che abbia un bagaglio di conoscenza incredibile e, per quanto riguarda il suo sistema di allenamenti, ritengo che presto i miglioramenti si vedranno. Franco mi ha fatto una buona impressione, non avevo avuto l’occasione di conoscerlo prima”.

Quest’anno vi siete allenati in diverse sedi: quale ritieni sia più appropriata per un raduno federale?
“A me sono piaciuti sia l’Idroscalo di Milano che il Salaria a Roma”.

Il tuo obiettivo a lungo termine immagino sia Rio de Janeiro. Cosa sei disposto a fare x andare alle Paralimpiadi? Un eventuale fioretto?
“Il mio obiettivo è sicuramente Rio de Janeiro, anche perché penso sarà l’ultima chance paralimpica vista la mia età. So che non sarà facile ma ce la metterò tutta, anche se i miei avversari, sia italiani che stranieri, non mi renderanno la vita facile. Fioretti? Posso dire che non farei nulla di illegale, voglio farcela solo con le mie forze”.

Foto Detlev Seyb e Daniela Domenici

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