Emozioni uniche, momenti indimenticabili: Marco Di Costanzo

Marco Di Costanzo
Marco Di Costanzo

Chiedigli se è felice, parafrasando un noto film di Aldo, Giovanni e Giacomo, e ti dirà di si. Domandagli se è sazio e ti risponderà che il suo viaggio, nel canottaggio dei grandi, è appena agli inizi. Marco Di Costanzo, il ventunenne poliziotto partenopeo, con il sorriso sempre stampato sulle labbra, non poteva chiedere molto di più a questo 2013. Risultati imprevedibili ma inseguiti con meticolosa attenzione insieme a quella vecchia volpe di Andrea Coppola quale caposettore ed a quel guerriero di Matteo Castaldo quale compagno di barca. Marco e Matteo, due ragazzi uniti dalla voglia di capovolgere il recente passato e trovare, immediatamente, la strada per la loro prima Olimpiade. Senza fretta, ma senza nemmeno perder tempo per non farsi sfuggire il posto in Nazionale. Così, dalla Trio 2016 al Mondiale Assoluto in poco più di tre mesi. Come? Primi a Piediluco, ai piedi del podio agli Europei di Siviglia, padroni del Mediterraneo e argento, a poco più di cinque secondi e mezzo dalla Nuova Zelanda, in Coppa del Mondo a Lucerna. Il sesto posto a Chungju è il punto di ripartenza per il 2014. La strada è giusta ed ora, passo dopo passo, la seguiranno. Lo conferma, in questo Dialogo, proprio il giovane Marco.

  Marco, come si fa a passare, nel giro di un anno, da un deludente Mondiale Under 23 alla finale dei Mondiali Assoluti?
“Ho conservato quella rabbia che mi era rimasta dopo quel brutto Mondiale per avere una motivazione in più e per allenarmi ancora più forte. Ci ho messo tanto impegno, quest’anno, e poi con il cambio di gestione federale, con un nuovo Presidente e nuovi allenatori nella Nazionale, c’era uno spazietto in più per entrare nella squadra Senior. Non volevo lasciarmelo sfuggire. Allenarsi ed avere la giusta mentalità, soprattutto nei momenti più duri è stata la chiave di volta per il salto di qualità e, così,  ritrovarsi in finale in due senza. Ringrazio le Fiamme Oro che mi stanno vicino e mi permettono sempre di stare molto sereno”. 

Riguardando la stagione, quale è la stata la gara che ti ha fatto capire di esser pronto per un palcoscenico d’alto livello e quale, invece, quella che ti ha regalato più emozioni?
“La Coppa del Mondo a Lucerna, in tutto e per tutto. Impossibile dimenticare quei momenti poiché, dalla batteria alla splendida finale, ho affrontato un contesto che sino a quel momento avevo solamente visto in televisione. E poi ritrovarti in finale con due supercampioni come i neozelandesi Murray e Bond, arrivando dietro soltanto a loro, è stata un’emozione fortissima”. 

Marco Di Costanzo insieme a Matteo Castaldo ed al nonno Carlo
Marco Di Costanzo insieme a Matteo Castaldo ed al nonno Carlo

Tu e Matteo Castaldo: come nasce quest’accoppiata e quali sono, a tuo avviso, il miglior pregio ed il peggior difetto di uno e dell’altro?
“Il nostro due senza nasce da un vero e proprio esperimento. La prima uscita? Io capovoga, Matteo prodiere. Si è subito visto che c’era qualcosa di positivo, poi Andrea Coppola ci inverte le posizioni e la barca sembra andare ancora meglio presentandoci così alla seconda combinata tris e vincendo nelle entrambi giornate. Un pregio di Matteo è sicuramente la sua mentalità vincente: è un vero guerriero. Un difetto? In camera non mi lasciava guardare Harry Potter, la sera con Vincenzo Capelli e Fabio Infimo. I miei pregi e difetti? Puoi chiederli a Matteo”. 

I due marziani Murray e Bond: a Lucerna vi siate avvicinati parecchio, batterli (per voi o altre nazioni) rimane un sogno o nei prossimi tre anni potrà succedere qualcosa?
“Murray e Bond sono veri campioni, dentro e fuori dalla barca. Batterli sarà molto difficile ma era difficile pensare anche, a inizio anno, che io e Matteo riuscissimo a entrare in finale in un Mondiale Assoluto”. 

canottaggiomania_GdM_duesenza_medagliaDovessi dire un “grazie” a qualcuno a chi lo diresti e perché?
“A tutte quelle persone che hanno creduto in me e Matteo quest’anno dopo che io non ero neanche entrato in finale A di un Mondiale Under 23 e Matteo, nel periodo olimpico, si trovava a fare i bagni. Non era facile e scontato credere in noi, quindi il ringraziamento va a quelle persone che hanno fatto di tutto perché il nostro impegno si tramutasse in soddisfazione. Grazie, quindi, alla Federazione e alle nostre singole società”.

Hai vinto medaglie importanti anche nel quattro senza (Mondiale Under 23) e nell’otto (Mondiali Junior). Su quale delle tre barche di punta, ti sei trovato più comodo?
“Ho un ricordo molto bello del 4- Under 23: quell’anno, nel 2011 ad Amsterdam, mi sono divertito tanto e solo dopo mi sono reso conto di quanto ero davvero vicino a vincere l’oro”.

Hai partecipato alle Olimpiadi Giovanili nel 2010: vuoi dare qualche consiglio a chi vi andrà l’anno prossimo?
“Le Olimpiadi giovanili? Uno dei momenti più belli della mia vita che ho potuto condividere con il mio caro amico Bernardo Nannini. Un’esperienza unica e indimenticabile. Il consiglio che posso dare è di viverle come un’occasione unica con la speranza di poi gareggiare all’Olimpiade vera”. 

E allora, invece, vorresti sapere da chi ha partecipato alle Olimpiadi dei grandi?
“Vorrei tanto scoprirle da solo le Olimpiadi dei grandi!”. 

Marco, non fossi diventato un canottiere in quale altro sport avresti voluto eccellere?
“Il calcio è sempre il sogno di ogni bambino ma ora che sono cresciuto credo che se potessi vivere un’altra vita proverei la pallanuoto che mi affascina molto”.  

Hai 21 anni, ma non è mai troppo tardi per un primo bilancio: se questi 21 anni fossero stati un film, quale titolo avrebbero?
“Ahah bella domanda questa… Forse… Quel piccolo bambino testardo”. 

Da uno a dieci, quante rinunce (divertimenti, amici, serate…) per arrivare sino a questo punto?
“Non è una rinuncia ciò che scegli di fare liberamente. Gli amici ci sono sempre e i momenti per stare insieme a loro non mancano mai”.

Ti metto qui un foglio e la penna: andrai a Rio de Janeiro, ma il Napoli perde il campionato all’ultima giornata al 90′ contro la Sampdoria. Firmi?
“Sono tifosissimo del mio Napoli, lo sai, ma per andare a Rio de Janeiro sono anche disposto a vedere il Napoli in serie C e la Sampdoria festeggiare la vittoria in Champions League”

Foto Mimmo Perna

1 commento su “Emozioni uniche, momenti indimenticabili: Marco Di Costanzo”

  1. tutta la famiglia ti ringrazie dei brividi del 2013 ma……. aspettiamo 1 2014 di altrettante vittorie e 1 boato di gioia di 1 partecipazione al olimpiadi rio de janeiro”””” dai marco””” che cela farai””” ai la testa giusta e grinta siamo fieri di te. GRANDE MARCO”””

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