Gioventù dorata anche a Chungju

Il grande salto del due con azzurro
Il grande salto del due con azzurro

Aveva 22 anni il papà, oggi Presidente, Giuseppe quando riportava, insieme al fratello Carmine ed al timoniere Peppiniello, l’Italia sulla vetta del mondo dopo tredici stagioni di grigiore post Città del Messico 1968. L’anno del trionfo di Baran e Sambo (tim. Cipolla). Così, nel 1981, iniziava una storia italiana con, al centro dell’attenzione, Castellammare di Stabia. Trentadue anni dopo, il primo successo, a livello assoluto, del ventenne Vincenzo Abbagnale (CN Stabia). E’ una specialità di famiglia, ora ne abbiamo la cosiddetta “prova provata”. Per poter festeggiare in Corea del Sud, Enzo ha avuto bisogno di un ottimo prodiere come Luca Parlato (Marina Militare) e di uno scafato timoniere come Enrico d’Aniello (CN Stabia). Così i tre hanno battuto, anzi massacrato gli avversari nel due con. Germania cacciata a oltre tre secondi (erano quattro ai 1500), Francia e Stati Uniti sparite ben presto dal radar azzurro. Che mese e che anno! Il 27 luglio, lo ricordiamo, Enzo e Luca vincevano il titolo mondiale under 23 nel quattro con.  

Oro per i giovani dell'otto PL
Oro per i giovani dell’otto PL

Il bis arriva grazie all’otto Pesi Leggeri (Petru Alin Zaharia-SC Caprera, Catello Amarante-Marina Militare, Simone Molteni-CUS Pavia, Leone Maria Barbaro-Tirrenia Todaro, Stefano Oppo-SC Firenze, Vincenzo Serpico, Francesco Schisano-CN Stabia, Paolo Di Girolamo-Fiamme Gialle, Enrico D’Aniello-timoniere-CN Stabia). Otto giovani, con al timone un bi-campione del mondo. Nessuna pietà per Australia e Stati Uniti che incassano distacchi superiori ai quattro ed otto secondi. La nostra barca ha la potenza di un martello, i nostri avversari sono schiacciati come chiodi. Eccezion fatta per il ventitreenne Amarante, tutti questi ragazzi sono reduci dai Mondiali Under 23 ed hanno così potuto vivere, con successo, la loro prima esperienza in chiave assoluta. Con il due con, fanno undici giovanissimi campioni mondiali.

L'antisfiga ha avuto gli effetti attesi
L’antisfiga ha avuto gli effetti attesi

Martino Goretti (Fiamme Oro) ed Elia Luini strappano un bell’argento nel due senza Pesi Leggeri. Bello e significativo, perché Martino è stato operato circa due mesi fa d’appendicite ed i suoi tempi di recupero sono stati record. In Elia ha trovato il partner ideale capace di ben assorbire la delusione di non esser, dopo quindici anni, a bordo di una barca olimpica. I due, già insieme nel doppio e nel quattro senza in questa stagione, si sono arresi soltanto alla Svizzera ed hanno disputato una finale di grande intensità. Niepmann e Tramer hanno guadagnato la leadership nel terzo parziale vincendo poi con un margine di 1”63 sugli azzurri. Sicuramente questo risultato costituirà un bello stimolo per Goretti e Luini, pronti a ripartire in autunno ed a lavorare duramente per convincere i tecnici federali di meritare una meritare un posto nelle specialità olimpiche.

Non restano a secco i due quattro di coppia PL: ecco quello maschile
Non restano a secco i due quattro di coppia PL: ecco quello maschile

E’ la fluida ed agile Grecia di Gianni Postiglione, tecnico dell’anno FISA nel 2006 e nel 2011, a vincere il quattro di coppia Pesi Leggeri maschile battendo Germania ed Italia, tornata nuovamente sul podio dopo il quarto posto di Plovdiv 2012. Azzurri non in grado, negli ultimi 500 metri, di rientrare sui tedeschi ma con ancora sufficienti forze per contenere il ritorno della Danimarca. Dopo l’oro di Bled 2011, Francesco Rigon (Sile Treviso) centra il bronzo. Prima medaglia, a livello assoluto, per i neoiridati Under 23 Paolo Ghidini (Can. Sebino) e Matteo Mulas (Lavoratori Terni), nonché per Andrea Cereda (Marina Militare).

... e quello femminile!
… e quello femminile!

L’Italia arriva terza anche nel quattro di coppia Pesi Leggeri femminile. Primi 500 metri davanti a tutte, poi l’esordiente Greta Masserano (CUS Torino), Enrica Marasca (Marina Militare), Giulia Pollini (Can. Cernobbio) ed Eleonora Trivella (VVF Billi), poi passano le future campionesse mondiali Olanda e le statunitensi. Perdiamo contatto dalla testa della gara, ma questa medaglia non è mai in pericolo poiché le azzurre staccano pesantemente la Russia, quarta. Enrica e Giulia risalgono, così, sul podio al Mondiale esattamente un anno dopo Plovdiv.

Troppo ampio il gap da colmare nel quattro senza femminile. Laura Basadonna, Benedetta Bellio, Irene Vannucci e Sabrina Noseda hanno concluso il loro Mondiale al quinto posto, con un distacco severo dalle neocampionesse mondiali statunitensi e anche dalla zona podio, occupata anche da Canada ed Australia.

Due ori, un argento e due bronzi si aggiungono all’argento del quattro con LTA nel Para-Rowing. Domani e domenica tocca alle altre nostre sei barche olimpiche.

19 pensieri riguardo “Gioventù dorata anche a Chungju”

  1. Ma mi faccia il favore!!?!?!?
    Una finale con 4 barche e l’altra con tre!!
    Ma stare con i piedi in terra no??
    Saranno forse state ben studiate le partecipazioni???
    No!?
    Il fumo finisce molto ma molto presto!!

    1. Buonasera Giovanni. Nessuno ha detto o scritto che l’Italia è diventata la potenza numero uno del canottaggio mondiale. Gare a 3, a 4 ma anche a 2 si possono anche perdere. Vincere non significa di esser fenomeni (nessuno lo ha scritto) ma nemmeno scarsi. Per il fumo, tra dodici ore avremo una prima importante risposta quando cinque delle sei barche olimpiche finaliste avranno completato i loro percorsi. A lei una buona serata.

  2. Non volevo assolutamente essere polemico con il suo ottimo articolo.
    Ma mi riferivo alla pomposa euforia della federazione sui risultati di oggi!!
    Sicuramente domani ci sarà la prova del nove,e spero proprio che il fumo resti solo una mia provocazione..
    Con la speranza di aver chiarito l’ecquivoco, buona serata.

  3. Beh! alla luce dei risultati di stamattina purtroppo bisogna dar ragione a Giovanni.
    La pomposa euforia dei comunicati federali deve rassegnarsi al fatto che purtroppo siamo fortissimi nelle specialità non olimpiche, dove spesso alcune delle nazioni più forti non si impegnano più di tanto, ma se confrontiamo i risultati nelle specialità olimpiche maschili con quelli dello scorso anno ci ritroviamo più o meno allo stesso livello, nella convinzione che il doppio senior domani non tradirà le aspettative di medaglia.
    I migliori complimenti e congratulazioni a Betta e Laura per la splendida gara che chiude invece una stagione femminile di decisivo e netto rilancio.

  4. Effettivamente se avessi scommesso avrei puntato su Laura e Betta,frutto della passata gestione di Josy!!
    Evitando ulteriore polemiche ,penso che che la passata gestione (Gandola) non fosse così negativa!

  5. la passata gestione dal punto di vista tecnico e metologico è stata un vero fallimento, come si possa dire il contrario pare assurdo. 8 mesi di reale lavoro, 10 u23 in squadra assoluta, 2 medaglie di legno in barche olimpiche ( 2xpl e 4- sa ) .. mi sembra che siano buoni presupposti per il nuovo quadriennio. contando che tantissime nazionali sono uscite ridimensionate francia, nuova zelanda, germania.. e continuo. i reali valori e i progetti vincenti si vedranno tra 3 anni m

  6. Parlando di canottaggio Olimpico potremo tirare un bilancio solo dopo Rio 2016.
    Quello che mi pare evidente però, rispetto alla passata gestione, è l’aver ridato all’ambiente la giusta spinta motivazionale a poter fare bene. In questa momento, aldilà dei risultati, che, in ogni caso, sono di tutto rispetto ( 1 oro e 1 bronzo ), risalta la fiducia che gli atleti hanno nel sistema che li sta guidando. Non solo quelli in nazionale. Aver riallargato il gruppo è un grande sforzo economico, ma per il nostro mondo vuol dire far passare il messaggio che tutti possono ambire alla maglia azzurra. E a lungo termine questo non ha prezzo.
    La Mura è stato chiaro all’inizio: più gente in raduno crea più competitività. Ed anche il più forte migliora.
    In sintesi, la vera vittoria di questi mondiali è la ritrovata fiducia di potersi esprimere al meglio delle proprie possibilità.

  7. Non c’è peggior Sordo di chi non vuol Sentire!!
    L’impronta della nuova gestione si vede specialmente nel Sito Federale!!
    Sembra l’istituto Luce dei momenti migliori !!

  8. Mio caro Edoardo, sei veramente sicuro che le interviste diffuse dall’Istituto Luce siano veramente espressione libere degli atleti e non interpretazioni degli aedi federali?
    Anche se penso che sicuramente l’atmosfera sia diversa da quella dell’anno scorso, non ci giurerei molto sull’ambiente rosa e fiori descritto nelle varie news…..

  9. Visto che puoi sentire gli atleti perchè non chiedi a Valentina Grassi se è veramente convinta che la sua classificazione sia stata gestita con professionalità e se è veramente contenta di essere stata messa nel doppio – senza magari darle la possibilità di provare il 4 con – perchè tutti pensavano che sarebbe stata classificata “non vedente”?
    Io non contesto il nuovo indirizzo tecnico ed i nuovi progetti: sono fermamente convinto che chi riuscirà in questi 4 anni a seguire il programma riuscirà ad ottenere dei risultati, che mi auguro siano migliori di quelli ottenuti nel trascorso quadriennio.
    Solo che mi sembra impossibile che tutti siano felici e che l’atmosfera sia così rosea e rilassata come vediamo nei reportage del “terzo tempo Peroni”: tutti contenti con la birra in mano a festeggiare la fine del raduno.
    Possibile che nessuno sia un po’ incazzato o deluso perchè l’hanno tirato giù dalla barca dove sperava di gareggiare o perchè si aspettava qualcosa di più di quello che ha ottenuto?

  10. Ma come mai gli atleti chiamano Piediluco Piedilager??
    Ripeto non c’è peggior sordo di quello che non vuole sentire!!
    Meditate Meditate!!
    Le gare si fanno con le tutte le corsie occupate!!
    Fu vera gloria??
    Hai posteri l’ardua sentenza!!

  11. Gianni Lei ha ragione: la gestione del doppio è stata a dir poco superficiale.
    Per Giovanni: ha ragione anche Lei. Troppa enfasi per le barche non Olimpiche. Anche la Gazzetta ha tirato le somme esponendo il medagliere Olimpico. È una questione di comunicazione.
    Come dicevo però credo che abbiamo una piu che buona base per ben figurare a Rio.
    E, in ogni caso, sono convinto che gli atleti in primis, siano capaci di dare il giusto valore alle loro medaglie.
    Ripeto che la cosa più importante di questa gestione è il ritrovato entusiasmo.
    Non tutto è rosa e fiori, e più si andrà avanti piu gli atleti dovranno affrontare sempre più sacrifici.
    E purtroppo la gioia sarà, statisticamente, per pochi.
    Il loro è un percorso difficilissimo. La cosa che mi piace, ripeto, sentendo gli atleti, non tutti ovvio, è lo spirito sereno e la consapevolezza di potercela fare potendo esprimere al meglio ognuno le proprie possibilità.
    Sono d’accordo con Voi, non è ancora tempo di festeggiare, ma di essere perlomeno ottimisti si!

    Piedilager? E cosa vorrebbe? Che gli atleti vincessero senza fare fatica e sacrifici.
    E poi sarebbe Casalager. Una volta gli atleti alloggiavano all’hotel del Lago, l’assonanza è facile. Il risultato eccessivo. Personalmente, ho bellissimi ricordi e tanti amici, dei tempi dei raduni “forzati” di Piediluco. E le assicuro che il Dottor LaMura, e i suoi collaboratori, sono tutto fuorché sergenti di ferro. Sono persone con cui con intelligenza si può parlare e discutere.

    Ovvio che chi prende delle decisioni qualche delusione la deve dare. Guardi Raineri e Stefanini quest’anno. E non può risultare simpatico a tutti.

    Buona giornata

      1. Ma?
        Non passerei del tempo su questo blog se non volessi capire al meglio le varie situazioni del nostro sport. Se non altro per poter riflettere e portare alla luce le situazioni da correggere.
        Se Lei scrive ma….cosa possiamo dedurne?

        Seriamente, io non ci guadagno nulla a scrivere in questa sede, lo faccio solo per condividere. Sono convinto che discutendo in modo intelligente si possa, se non altro, comprendere i punti di vista di tutti, magari facendoli propri. E viceversa.

  12. Condivido questa analisi un po’ più equilibrata.
    E penso che quando si è costretti a trascorrere settimane in raduno, lontano dall’ambiente che ti è familiare, anche un hotel a 5 stelle può diventare un lager, quindi non darei importanza particolare a chi parla di Casalager (da Hotel Casalago, poi diventato hotel del Lago).
    Mi spiace ripetermi ma quello che a mio avviso risulta fastidioso è l’eccessivo trionfalismo che trasuda dagli articoli degli aedi federali, il voler a tutti i costi far sembrare che l’ambiente è idilliaco, mentre credo che sia naturale che qualcuno qualche volta possa anche esprimere qualche mugugno, che non significa essere pessimisti e negativi nei confronti dei programmi che si stanno svolgendo, ma solo lamentarsi perchè si pensa che qualcosa non vada bene.
    Una sana critica nei confonti di chi ha sbagliato (vedi appunto la classificazione degli adaptive) non significa che si deve negare il buon lavoro per altri versi svolto finora, ma potrebbe far riflettere sulla necessità di affrontare certi problemi con maggiore professionalità e, nel caso specifico, maggior considerazione e rispetto degli atleti coinvolti.

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