Senza Valentina e senza Daniele

Il doppio LTA mix (foto Mimmo Perna)
Il doppio LTA mix (foto Mimmo Perna)

Un fulmine a ciel sereno, la prima macchia del Mondiale azzurro a Chungju. Il doppio LTA di Valentina Grassi (CC Roma) e Daniele Stefanoni (CC Aniene) viene escluso dalla competizione in quanto la giovane vogatrice romana, ipovedente,  è stata inserita nella categoria B3 che, in base a quanto correttamente ricorda il comunicato della Federazione Italiana Canottaggio,consente all’atleta di gareggiare solo nella vogata di punta e, quindi, nel quattro con LTA Mix”.

L’appendice 13 del FISA Rule Book 2013 indica, infatti, che “un equipaggio LTAMix2x può includere al massimo un vogatore con difetti visivi, classificato come LTA-B1 o come LTA-B2”. Nella regata internazionale di Gavirate, Valentina aveva esordito nella specialità del quattro con mentre nel doppio erano scesi in acqua, vincendo, Lucilla Aglioti (ora sul quattro con) e Pierre Calderoni. Evidentemente, prima di arrivare a Chungju, la nostra Federazione non aveva certezza dell’ammissione del doppio Grassi-Stefanoni al Mondiale. Infatti, recita ancora il comunicato federale,  “la FISA, non avendo inviato all’internazionale Para-Rowing specialisti idonei alla valutazione delle disabilità visive, si era riservata l’approfondimento della problematica prima del mondiale di Chungju, in maniera da comprendere se l’atleta poteva o meno rientrare nella categoria B2”.

Ci pare di capire, quindi, che la FIC attendesse l’esame della questione dalla FISA con conseguente invio di informativa. Se è così, viene spontaneo chiedersi perché ciò non è stato fatto (dalla FISA) o sollecitato (dalla FIC) nonostante l’ampio arco di tempo trascorso (oltre tre mesi)? Oppure è stata imprudenza della nostra Federazione aver portato due atleti in Corea del Sud, novemila chilometri lontani da casa, senza aver, appunto, chiesto ulteriori lumi dopo Gavirate oppure senza aver sfruttato l’occasione di togliersi ogni dubbio affrontando la classificazione dell’atleta a Eton in Coppa del Mondo? Insomma, una nostra incertezza/leggerezza, pagata a caro prezzo?

Lasciamo ai lettori la conclusione, dopo aver anche letto il comunicato federale, ricordando che è la prima volta che, in dieci anni di attività federale nel canottaggio per disabili,  un equipaggio azzurro non supera la classificazione.

Rimane il dato di fatto. Niente Mondiale e viaggio purtroppo a vuoto per la giovane Valentina Grassi e l’esperto Daniele Stefanoni, quarto e sesto nelle ultime due Paralimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012. A Daniele e Valentina, capace di superare negli ultimi giorni anche una fastidiosa infiammazione del nervo sciatico, esprimiamo vicinanza e sostegno per la comprensibile amarezza del momento. Agli altri equipaggi della squadra Para-Rowing, al singolista Fabrizio Caselli ed al quattro con LTA, l’in bocca al lupo per le prime gare in programma tra oggi e domani.

 

5 pensieri riguardo “Senza Valentina e senza Daniele”

  1. mi piacerebbe sapere cosa pensano veramente (non l’intervista che prima o poi il sito federale pubblicherà) Valentina e Daniele dell’accaduto…….

  2. “Dice ancora Valentina, che aggiunge – di una cosa sono felice nonostante tutto: Daniele è stato un grande, perché mi ha preso per mano e mi ha insegnato a remare. Con lui sono stata bene e con questo gruppo di lavoro, nonostante questo problema, sono stata benissimo allenandomi e divertendomi”.

    “Pensa, – continua Daniele – io ero classificato TA e ho accettato di vogare nella categoria LTA, e quindi teoricamente potevo essere penalizzato, e invece ero e sono ancora felice di aver accettato la proposta, poiché insieme a Valentina mi sono divertito e insieme a lei ho utilizzato barche vere con le quali ho imparato a remare, ad usare il carrello, a sentire la velocità della barca. Insomma, da questo gruppo, e da questa grande squadra, ho ricevuto tanto e in poco tempo, con emozioni e sensazioni che non avevo mai vissuto prima. Questa negativa che ieri si abbattuta su di noi la metabolizzeremo e andremo avanti nel Progetto Azzurro fino alle qualificazioni di Rio e a Rio 2016. TA o LTA, Daniele Stefanoni oggi dice che sarà sempre pronto a lottare”.

    Senza troppe parole e polemiche questo è lo spirito vincnte di un gruppo coeso e determinato, il resto sono chiacchiere da bar!

    1. Ciao Alessio! Secondo me, hai ragione quasi su tutto. E’ vero che il gruppo è determinato e coeso, è anche vero che gli atleti, in una lettera inviata al Presidente, hanno ringraziato la Federazione per l’impegno a sostegno della loro attività. Ciò non è stato amplificato pubblicamente, mi pare sia stata inserita solo su Facebook da Lucilla, e volentieri lo faccio io. Ma il fatto, la non classificazione di Valentina e quindi l’esclusione del doppio dal Mondiale, purtroppo non rappresenta una chiacchiera da bar. E la sostanza è che per la prima volta, in 10 anni, una barca azzurra non viene classificata al Mondiale Para-Rowing nonostante l’osservazione FISA alla regata internazionale di Gavirate (tre mesi prima del Mondiale) dove Valentina ha gareggiato in 4 con (barca in cui avrebbe potuto gareggiare anche a Chungju). Mi pare che il tempo x approfondire la problematica ed evitare 18.000 chilometri di viaggio ai due ragazzi ci fosse tutto… Un saluto e grazie x l’attenzione! Marco

  3. Ribadisco quanto detto da Marco, anche se non sono del tutto convinto che il clima si così disteso.
    A Gavirate Valentina doveva gareggiare in doppio ed è stata “dirottata” nel 4 con spiegando che: “Stiamo formando anche il nuovo equipaggio doppio LTA misto il quale, comunicazione FISA di questi giorni, non potrà essere composto da atleti con disabilità visiva ma solo con disabilità fisica”, mentre la realtà era che essendo classificata B3 non poteva appunto gareggiare in quell’imbarcazione.
    Quindi già in quel momento si sapeva che le possibilità di Valentina in doppio erano minime, e a mio avviso avrei cercato da subito di risolvere il problema, senza illudere una giovane atleta che ha deciso di impegnare la sua vita nel nostro sport ed un “uomo esperto e di alto livello” che in realtà ha giocato la sua carta per non rimanere fermo una stagione.
    E ci sarebbe stato tutto il tempo per lavorare su una eventuale “ricomposizione” degli equipaggi.
    Ma forse questo poteva non andare bene a qualcuno……
    E’ una chiacchiera da bar, è vero, però qualcuno ha detto che a pensare male si fa peccato, ma qualche volta si indovina……..

  4. Per completezza dell’informazione, va detto che anche Omar Airolo era a rischio classificazione, in quanto dopo Gavirate nella lista della FISA risultava classificato “review”, perchè considerato atleta “border line” quindi da classificare definitivamente, e la riserva Luca Lunghi non era proprio classificato, non avendo mai gareggiato nei disabili.
    Non sarebbe stato logico risolvere la questione a Eton invece di aspettare la vigilia dei mondiali?
    E queste non sono chiacchiere da bar…….

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