Nathan, torna presto!

Nathan Cohen
Nathan Cohen

E’ vero che quest’uomo, insieme al suo compagno di barca Sullivan, ci ha negato a Londra 2012 la possibilità di tornare a festeggiare una medaglia d’oro olimpica dopo dodici anni. Negli ultimi 300 metri, il 2 agosto 2012, il doppio della Nuova Zelanda ha, infatti, superato i nostri  azzurri Romano Battisti e Alessio Sartori. Oggi, però, tutti quanti dobbiamo stringerci attorno a lui. Nathan Cohen ha lasciato il Mondiale di Chungju a causa di problemi al cuore. Karl Manson, il più giovane fratello di Robbie, lo sostituirà sul quattro di coppia. Durante le batterie di ieri, per la seconda volta dopo la regata nazionale di aprile a Lake Karapiro, Cohen ha sofferto di tachicardia sopraventricolare. “Mano a mano che la gara proseguiva, non sentivo più il ritmo del mio cuore e avevo l’impressione che l’ossigeno stesse terminando. Stavo diventando sempre più debole…”. E ancora. “Sono contento di esser sostituito da un giovane di ottimo valore, vicecampione mondiale under 23, come Karl. Potrei provare a gareggiare nel recupero ma se il problema si riproponesse? Meglio non rischiare”. 

A Cohen l’in bocca al lupo per un pronto ritorno nel canottaggio che conta. Come per il doppio PL francese, assente a Chungju per l’incidente capitato a Delayre, ci dispiace poiché gli avversari preferiamo sconfiggerli in quel rettangolo di lunghezza pari a 2000 metri. Ti aspettiamo, Nathan. Prima per batterti (ci devi la rivincita) e poi per stringerti la mano.

2 pensieri riguardo “Nathan, torna presto!”

  1. Caro Marco, mi unisco ai tuoi auguri di pronta guarigione, come uomo e come sportivo. Un problema sempre più serio che dovrebbe far riflettere.
    Sempre più amici, sportivi e colleghi master hanno dovuto fare i conti con queste disfunzioni.
    Nessuno ne parla ma, quando sei in tribuna a Piediluco e cominci a scambiare quattro chicchiere da gossip-remiero….viene fuori tutto.
    Io me lo sono domandato anche perchè parte in causa e da novembre 2013 senza idoneità medica per le gare master.
    Un canottaggio come quello dei nostri olimpionici fa bene alla salute? Fa bene alla salute allenarsi dai 14 anni ai 90? Dovremo selezionare tramite visite mediche ancora più pignole? E’ bene far cominciare un ragazzo a 10 anni e portarlo fino a livello olimpico a 35 anni con ernie discali come minimo? Io non lo so perchè non ne sono più sicuro.
    Certo questi discorsi adesso sonoun pò fuori luogo però, magari, alla conferenza invernale degli allenatori, si potrebbe trattare l’argomento ” Danni da usura nell’atleta di vertice” con più calma.
    Intanto però…..FORZA AZZURRI.

    Andrea Pareschi

  2. Capisco benissimo il problema, Io purtroppo ci sono passata con mio figlio e non auguro a nessuno di dover affrontare queste problematiche. Auguri all’atleta della Nuova Zelanda

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