Le previsioni di CanottaggioMania per Chungju

La Mura e Cattaneo, al timone della Nazionale dal dicembre 2012
La Mura e Cattaneo, al timone della Nazionale dal dicembre 2012

Tre medaglie. Una per colore. Un oro, un argento ed un bronzo. Per sette finali. E’ la previsione, a dire il vero molto prudente, in merito alle specialità olimpiche. Una medaglia, possibilmente d’argento, per la squadra Para-Rowing e poi, nelle specialità non olimpiche,  altre quattro (due titoli mondiali, via, sbilanciamoci). Non siamo al mercato, d’accordo, ma la religiosa e silenziosa attesa dei risultati, mani giunte o annodate al ferro, non fa parte del nostro costume.  Dopo aver “toppato” Lucerna, con grande gioia poiché ai previsti oro ed argento si aggiunsero altri due secondi posti ed un bronzo, ed aver quasi totalmente azzeccato il pronostico dei Mondiali Junior (sei medaglie: un argento in più ed un bronzo in meno a dispetto delle due per colore immaginate), CanottaggioMania dice la sua in merito a Chungju dove, al termine del lungo raduno premondiale di Piediluco, ci presentiamo con diversi pezzi da novanta. Analizziamo, soprattutto, la situazione barche olimpiche. I doppi Pesi Leggeri: Laura Milani e Betta Sancassani, Andrea Micheletti e Pietro Ruta. Senza mezzi termini, la stessa WorldRowing li ha indicati tra i pretendenti al successo finale e non può esser diversamente anche se più difficile, a Francia tagliata fuori dall’infortunio di Delayre, è il compito dei ragazzi  contro i fratelli Chambers, inglesi pronti a vender la pelle a carissimo prezzo. Non mancano le avversarie nemmeno per Betta e Laura ma, rispetto a Lucerna, hanno da colmare l’ampio gap che le divide dalle nostre vogatrici.

Castaldo e Di Costanzo: tra poche ore apriranno le danze
Castaldo e Di Costanzo: tra poche ore apriranno le danze

Dopo aver spadroneggiato agli Europei ed ai Giochi del Mediterraneo, il doppio di Francesco Fossi e Romano Battisti ha conosciuto il primo stop (chiamare così un argento è una bestemmia, lo so, ma qui la posta è altissima) contro la Nuova Zelanda di Arms e Manson. Quanto varrà l’esperienza per la Germania di Knittel e Krueger? Vanno prese con le molle le solite Norvegia e Lituania senza, tra l’altro, scordarci l’Argentina, quarta alle Olimpiadi, oppure la Gran Bretagna. Una sensazione? Capiremo tutto in finale, grande bagarre per arrivarci come a Londra 2012 quando Romano ed Alessio decapitarono australiani e tedeschi.  Almeno tre barche toste anche per il due senza di Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo, due esordienti al Mondiale ma finora capaci di dimostrare grande freddezza di nervi nei momenti delicati. Come Tevez, ahimè, in questo secondo tempo di Sampdoria-Juventus nella piovosa Marassi. Escludiamo la Nuova Zelanda di Murray e Bond: come logica impone, sarà corsa all’argento. I vicecampioni olimpici Chardin e Mortelette si saranno ripresi dopo le legnate prese agli Europei ed in Coppa del Mondo? E la Serbia, campione d’Europa, come sta? Sono le principali insidie ma i Matador preferiscono, giustamente, guardare in casa loro.

Il sorriso dei nostri ragazzi, una priorità raggiunta
Il sorriso dei nostri ragazzi, una priorità raggiunta

La rondine quattro senza farà poi primavera? Questi quattro giovani, Lodo, Perino, Paonessa e Vicino, hanno fame di risultati dopo il bronzo di Lucerna, senz’altro arriveranno in migliori condizioni poiché hanno lavorato tanto e, conoscendo il manico Coppola, bene, ma, oltre a Stati Uniti ed Australia, dovranno saggiare almeno la forza di Olanda e Gran Bretagna che, pur se presente con la formazione B dopo aver messo i migliori pezzi sull’otto, è sempre barca da temere in questa specialità. Il quattro di coppia femminile (Magnaghi,  Colombo, Schiavone, Palma) può puntare tranquillamente alla finale dopo il buon Europeo ed il quarto posto di Lucerna. Tutto da vedere e capire, invece, per quel che riguarda le nuove formazioni di quattro di coppia maschile (Cagna, Rambaldi, Venier, Montrone) e quattro senza Pesi Leggeri (Vlcek, Dell’Aquila, La Padula, Tuccinardi). In queste specialità, ci sono corazzate difficili da scalzare.

Considero poi i due otto parte di un Progetto di più ampio respiro, i cui frutti si dovrebbero vedere più avanti. Le barche corte femminili, doppio e due senza, avranno compiti difficilissimi.

Foto Mimmo Perna

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