L’ingegnere scalatore: Francesco Rigon

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Francesco Rigon

Ventiseienne canottiere veneto, cresciuto nella Sile Treviso ed ora in forza alla Forestale, dai molteplici interessi. E’ ingegnere chimico, ama la montagna e la lettura. E’ a capovoga del quattro di coppia PL che riprova la scalata del tetto mondiale dopo due anni. C’era Francesco Rigon nel 2011 a Bled quando insieme a tre volponi, quali Daniele Gilardoni, Stefano Basalini e Franco Sancassani, liquidava tutta la concorrenza. Allora era il più giovane ed ora, da capovoga, sara’ la chioccia di tre esordienti a livello assoluto: Andrea Cereda (Marina Militare), suo compagno nel trionfo Under 23 di Racice 2009, ed i freschi iridati Paolo Ghidini (Sebino Lovere) e Matteo Mulas (Lavoratori Terni). Approfondiamo molte cose in questo nostro Dialogo. 

Francesco, ho un’immagine in testa. Tu a Bled che salti insieme ai tuoi compagni, dopo il successo iridato, ed il Tricolore che ti copre la faccia? Cosa ricordi di quella fantastica giornata?
“Del 2011 ricordo una pressione enorme. Ero il più giovane, il meno esperto, e se avessimo fallito in qualche modo mi sarei sentito più responsabile degli altri, soprattutto considerando che Dani non aveva quasi mai perso con i suoi dieci, poi diventati undici, titoli mondiali. Tutta questa tensione si è trasformata in gioia al traguardo: ero commosso e felice di condividere questo mio grande successo con tre amici. In quella foto  forse traspare un po’ di quella  felicità…”.

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Da tre veterani (Basa, Sanca, Gila) a tre ragazzi molto più giovani: cosa cambia per te? Ci inquadri i tuoi nuovi (con Cereda hai vinto un Mondiale Under 23!) compagni?
“Ora sono io il più esperto sulla barca e anche il più anziano. I ruoli si sono invertiti, ma ironicamente mi sento di nuovo responsabile, anche in virtù del fatto che ora sono a capovoga. Il rapporto con tre ragazzi più vicini alla mia età è più rilassato anche se con l’accoppiata Sanca-Basa le risate non sono mai mancate. Forse ora l’approccio è meno professionale da parte di ragazzi più giovani, ma l’impegno e l’entusiasmo sono massimi”.

Ultimo raduno a Piediluco: più faticoso del tuo ultimo ritiro premondiale? Quali differenze rispetto alla precedente gestione sia per il lavoro sia per la gestione del gruppo?
“Una domanda a cui non è facile rispondere senza rammaricare qualcuno. Ma andiamo per ordine. il programma La Mura è sicuramente pesante da sopportare con carichi di lavoro molto impegnativi, che portano ad essere sempre molto stanchi. Con lo scarico, se i conti sono fatti bene, si dovrebbero ottenere buoni risultati. La precedente preparazione è stata un po’ più soft, ma non posso lamentarmi visto il risultato finale. Quello che ho notato è che il metodo attuale presenta un approccio più scientifico rispetto a prima. La squadra, ora, lavora unita e credo sia un buon modo per avere più stimoli e punti di vista differenti”.

Come vanno i primi giorni in Corea del Sud? Come procede la vita tra campo di regata ed hotel ?
“La Corea del Sud non è l’Europa. Umidità e caldo sono quasi insopportabili. La nostra sistemazione alberghiera è relativamente confortevole ma niente di più. Il cibo è commestibile: credo che giá questo sia un buon successo viste le differenze alimentari che ci sono tra il nostro Paese e qui. Il tempo lo passiamo molto spesso in passionali partite a briscola, accudendo qualche mascotte”.

Mascotte?
“Si. Negli ultimi giorni Leopoldo aveva catturato una Scolopendra gigante di nome Treciento ed è poi toccato alle rane. Poi, personalmente, io leggo anche molto. Abbiamo anche visitato la città di Chungju ma è stata una delusione”. 

canottaggiomania_4coppiaPL_2009Avete già incrociato qualche avversario? Chi va tenuto maggiormente in considerazione per il successo finale?
“Si, abbiamo visto la Germania, uno degli avversari più accreditati, che all’inizio non era iscritta, ma ho avuto conferma da Jonas, mio amico e carrello numero 2 di quell’armo, che è stato tutto sistemato. Un altro equipaggio da non sottovalutare è la Grecia di Postiglione e, come outsider, direi l’Australia. Non portando il doppio pl potrebbe aver fatto un ottimo quattro”.

Francesco, oltre ad allenarti nella tua vita sei anche riuscito a laurearti in Ingegneria Chimica. E’ forse presto parlarne, dati gli impegni remieri, ma come vedi il tuo futuro lavorativo?
“Si è ancora presto. Ora penso di continuare la carriera agonistica nel GS Forestale, poi non so se vorró far fruttare la mia Laurea oppure prendere una direzione completamente opposta”. 

 canottaggiomania_Rigon_montagnaSappiamo che ti piace molto la montagna. Quali sono state le tue più belle escursioni?
“Si è vero… Direi che sono un vero amante della montagna. Ora mi fai una domanda difficile, ma per chi conosce le Dolomiti sa che le due pareti più belle e impegnative di questo gruppo sono la Nord-Ovest del Civetta (la Parete delle Pareti) e la Sud della Marmolata (la Parete d’Argento).  Le ho scalate entrambe e sempre ho vissuto delle avventure indimenticabili e travolgenti, rischiando ogni volta il bivacco in parete e scendendo sempre illuminato dalle stelle e dal chiarore della frontale”.

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