Metodo e mentalità: Armando Dell’Aquila

Armando Dell'Aquila
Armando Dell’Aquila

Un nuovo quattro senza Pesi Leggeri ai Mondiali di Chungju. Dopo Lucerna, i tecnici federali confermano solo Giorgio Tuccinardi in qualità di capovoga. Quarti in questa specialità agli Europei, rientrano Livio La Padula ed Armando Dell’Aquila. Tre anni dopo Lake Karapiro, torna a esser titolare Jirka Vlcek.  Così Dell’Aquila, 26 anni, non difenderà il titolo mondiale vinto in due senza a Plovdiv assieme a Luca De Maria, verso cui va il primo pensiero.  Prima esperienza iridata in barca olimpica (campione d’Europa nel 2012 a Varese), un obiettivo inseguito con la massima dedizione e voglia. Con Armando, dialoghiamo non soltanto in merito allo stato di salute del suo equipaggio ma concentriamo anche l’attenzione sulla sua famiglia remiera. Papà Antonio detto “Tonino”,  in barca con Giuseppe Abbagnale e Giuseppe Di Capua nel due con a Mosca 1980 e poi quarto, con Stefano Lari, Renato Gaeta e Piero Poli, nel quattro di coppia a Los Angeles 1984.  La sorella Adele

Armando, hai vinto 5 Mondiali in due senza PL. Che effetto ti fa, adesso, il tuo primo Mondiale in barca olimpica?
“Nessuno in particolare, ho la determinazione e concentrazione di sempre. Ho una gran voglia di competere e di gareggiare con i migliori di questa specialità”.

Armando con Luca De Maria
Armando con Luca De Maria

Quattro senza PL anche agli Europei, sempre insieme al tuo amico Luca De Maria, compagno di successi per il titolo mondiale. Lui in Corea non ci sarà, che messaggio gli vuoi mandare?
“Luca è un ottimo atleta, può fare grandi cose per il canottaggio azzurro. Penso che con quest’anno lontano dalle gare ha la possibilità di recuperare le energie e la voglia che aveva perso. So che mi seguirà da casa e per me è come averlo in barca come sempre! Sa che lo sto aspettando”.

Vediamo un po’ il tuo 2013. Europei: medaglia sfiorata a Siviglia. Quali gli aspetti positivi e quali i negativi di quella trasferta?
“Gli Europei di Siviglia, per quanto mi riguarda, sono stati una trasferta complicata. La barca aveva un ottimo potenziale e credo che avesse grossi margini di miglioramento. Ma il canottaggio ci insegna che non sempre avendo un ottimo potenziale si raggiungono i risultati sperati. Sicuramente ci è mancato del lavoro in più assieme”.

Lucerna vista in TV. A cosa è servito restare fuori dalla Nazionale per tre settimane?
“Dopo Siviglia ho avuto bisogno di staccare la spina, per ritrovare me stesso e la voglia di tornare a competere, combattere. Non è stato facile perché ogni atleta quando attraversa momenti di questo tipo difficilmente si recupera nel breve. Per questo posso solo dire grazie alla mia famiglia, Micaela (Fantoni), Ilenia (Novello) e a tutte quelle persone che mi sono sempre state vicino. Adesso la voglia è tanta, è il momento di tirare fuori gli artigli”.

Il nuovo quattro senza PL
Il nuovo quattro senza PL

Giorgio, Livio e Jirka: tre caratteri diversi tra loro e dal tuo. Cosa apprezzi di ognuno di loro?
“Giorgio, credo che quest’anno abbia dimostrato costanza, maturità e capacità di essere un ottimo capovoga. Sicuramente apprezzo la sua grinta negli allenamenti e nelle gare. Livio è, come Luca, un compagno di mille battaglie e quest’anno abbiamo gareggiato insieme in due senza e ci siamo sempre divertiti. È un osso duro, non molla mai neanche quando è stanchissimo. Apprezzo la sua forza di volontà infinita. Per me è un esempio! Jirka è quello di cui ogni barca ha bisogno: il punto di riferimento. Tra me e Giorgio, per carattere molto simili, in barca lui riesce sempre a darci il giusto equilibrio e a infondere la serenità giusta per affrontare gli impegni a cui l’equipaggio è sottoposto”. 

Il quattro senza PL regala ogni anno delle sorprese, per esempio nell’anno olimpico è uscito fuori il Sudafrica. Quali saranno i vostri avversari più pericolosi?
“Mi aspetto Danimarca e Nuova Zelanda che quest’anno hanno dimostrato di essere sempre un gradino più in alto degli altri. Per quanto riguarda le altre nazioni, credo che ci sarà una bella lotta. Non sono esclusi ovviamente i colpi di scena”.

Quale ragione, più di ogni altra, per credere nel nuovo percorso tecnico?
“Abbiamo metodo e mentalità. Tutto questo fa funzionare la ruota che prima si era fermata”.

Trentadue anni fa Giuseppe La Mura portava Antonio Dell’Aquila, suo cognato, alle Olimpiadi in due con assieme al ventenne Giuseppe Abbagnale. Oggi, con il suo ritorno, il Dottore trova in squadra il figlio di Antonio, nonché suo nipote, Armando. E’ difficile fare paragoni, ma i due Dell’Aquila, in quanto vogatori, in cosa si assomigliano ed in cosa sono diversi?
Bella domanda, credo di assomigliare molto a mio padre per tenacia, grinta e forza interiore. Ma per una risposta più divertente credo che la domanda sia da girare al “dottore” che ci conosce bene entrambi da una vita. Le diversità le nota maggiormente lui”.

Remano parecchie donne, tua sorella Adele ha praticato questo sport ed ha vinto diverse medaglie in campo nazionale. Vuoi per caso chiedergli di riprendere a remare?
“Mia sorella ha scelto diversamente. Sta svolgendo l’Universitá con il massimo impegno e con grosse soddisfazioni. Non le chiedo di riprendere a remare bensì di fare sempre e solo quello che le da stimoli. Ognuno ha un suo percorso”.

Infine, una curiosità. Quest’ultimo anno, il tuo livello di competenza informatica è cresciuto? Cosa hai scoperto di nuovo?
“Non mi sono più dedicato assiduamente come un tempo in questo campo. Ho tante idee per la testa e vorrei tentare nuove strade”.

Foto Mimmo Perna e Detlev Seyb

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