Ragionando a lungo termine: Andrea Tranquilli

Andrea Tranquilli
Andrea Tranquilli

Ventisette anni, finanziere cresciuto nel vivaio delle Fiamme Gialle e laureato in Scienze Politiche. Ragazzo da cui occorre prender esempio per serietà e professionalità, soprattutto per la capacità di mettersi sempre a disposizione della squadra e degli allenatori accettando ogni tipo di scelta tecnica. Si allena sempre con entusiasmo, Andrea Tranquilli, e si lascia coinvolgere in progetti magari difficili ma senza dubbio stimolanti ed affascinanti. Come l’otto, barca in cui ha vinto l’argento agli Europei di Varese 2012, altri due a livello Junior ed Under 23 (insieme a un bronzo) ed a bordo del quale ci ha trascinato in questo Dialogo raccontandoci come il suo equipaggio si sta avvicinando al Mondiale. Andrea guarda lontano, oltre Chungju, ma non firma in bianco per Rio de Janeiro 2016, Olimpiade che continuerà a sudarsi con il massimo impegno. 

Andrea, a 27 anni, quali sensazioni provi nell’esser capovoga di quest’otto che la Federazione vuole provare a riportare alle Olimpiadi dopo 12 anni di assenza?
“Sono estremamente contento di questo progetto che la Federazione ha deciso di promuovere. Ora sono il capovoga e sono felice ed emozionato perché, anche se ho gia gareggiato a capovoga di diversi otto, questa sarà la mia prima volta in un Mondiale assoluto”.

Vari cambiamenti, in barca, tra Europei, Coppa del Mondo ed ora Mondiali. Cosa, però, accomuna tutti coloro che sono saliti e scesi dall’Ammiraglia?
“Sin dai primi raduni, chiunque è riuscito a salire sull’otto ha dimostrato grande impegno e una voglia pazzesca di riuscire nell’impresa. Tutti i ragazzi provati si sono distinti per entusiasmo e determinazione tanto da rendere la vita complicata ai tecnici che hanno dovuto scegliere la formazione finale”.

L'otto a Lucerna
L’otto a Lucerna

Verso il Mondiale: quali sono i punti di forza e cosa si può migliorare ancora?
“Siamo un bel gruppo eterogeneo ognuno con le proprie caratteristiche. Stiamo lavorando molto per compattarci per essere una cosa sola. Questa sarà la nostra forza, l’unione in tutto quello che faremo. L’otto è una squadra e uniti possiamo fare la differenza. Per il resto, si puo sempre migliorare, perché come dice il nostro DT La Mura, in tutto il mondo, non si è ancora mai visto un atleta perfetto”

Chung-Ju: sarà il tuo quinto Mondiale Assoluto, quale la cosa più bella e quella più brutta che ricordi dei precedenti quattro?
“La cosa più bella, tralasciando il risultato, è stata la finale del 2009 in due con con Peppe De Vita e Vincenzo Di Palma. Dopo una batteria ed un recupero sotto tono, lontani dai primi, decidemmo di invertirci la posizione in barca il giorno prima della finale. Io passai davanti, a capovoga. Feci quella gara con una fame pazzesca tanto da lottare punta a punta con i primi e transitare ai 1500 metri terzi. Beh, li finisce il ricordo bello ed inizia quello brutto, perché non so cosa sia potuto accadere ma, dopo aver respinto un attacco dei tedeschi, negli ultimi 200 metri di gara sempre terzi una barca avanti ai quarti, siamo giunti sesti a un paio di secondi dalla medaglia”.

Gioia Coastal ai Mondiali di Bari
Gioia Coastal ai Mondiali di Bari

Ti sei laureato due giorni dopo aver vinto il Mondiale Coastal Rowing. Studiare ed allenarsi ad alto livello, allo stesso tempo, quanto è dispendioso? Dove hai trovato la forza per far tutto?
“Lo studio e l’allenamento sono due cose possibili da combinare, perché non sono stato il primo e neanche l’ultimo a farlo. Bisogna avere grande determinazione e voglia di riuscire. Io questa forza l’ho trovata nelle mia famiglia, in papà Claudio e mamma Daniela, che non finirò mai di ringraziare per avermi saputo ascoltare e capire nei momenti di difficoltà”.

Recentemente, mi pare a Controvoga, hai dichiarato di voler smettere di remare soltanto tra 20 anni… Otto mesi di allenamento Cattaneo-La Mura hanno rafforzato questa tua convinzione? Resisterai così a lungo? Duri allenamenti possono anche esser divertenti?
“Probabilmente nella scorsa intervista ho sbagliato nel dichiararmi, perché remerò finché mi divertirò. Gli allenamenti sono duri, è vero, ma è la mia passione, è quello che voglio fare, è quello che ancora oggi dopo 17 anni mi emoziona”. 

Forse per Cioè adesso sei troppo grande, ma torneresti a fare fotoromanzi?
“Cioè è stata una piccola parentesi molto divertente e per questo tornerei volentieri a fare fotoromanzi. Sono stato sempre attratto dai servizi fotografici”.

E se questa nuova gestione federale fosse un film, che film sarebbe e perchè?
“Non riesco a trovare nessun film da accomunare a questa nuova federazione, però, magari, dopo questo primo mandato a qualcuno verrà in mente di girare un film che racconterà il quadriennio 2013-2016, cosi da dare un sequel al film sui fratelli Abbagnale “Una storia italiana”.

Tre scudetti all’Inter, con la tua Juve sempre staccata 20 punti, in cambio della tua presenza alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Ecco la penna ed il foglio, mi fai una firma?
“Mai e poi mai soprattutto perche sono bianconero convinto. Un po’ meno da quando Del Piero è andato via, ma sempre juventino”

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