E’ tutto vero, ma è un’Italia da sogno a Trakai!

canottaggiomania_Trakai_quattrocon_1Due ori e due argenti, due medaglie per colore dopo le prime quattro finali azzurre ai Mondiali Junior di Trakai. Manca ancora il terzo tipo, quello meno nobile ma comunque importante, per realizzare la previsione di CanottaggioMania. Ci sono ancora quattro carte da giocarci domani con i due otto, il quattro di coppia maschile ed il doppio femminile. Forse si può fare anche meglio di quanto preventivato ma stop. Non corriamo avanti con la mente, fermiamoci e riassaporiamo le odierne emozioni. I sensazionali successi di quattro con maschile e quattro di coppia femminile, la lirica impresa del quattro senza femminile e la conferma ad altissimi livelli del quattro senza maschile. 

Una vittoria annunciata, dopo il titolo europeo di Minsk e la batteria del Mondiale, dominata in lungo e in largo.  E’ il secondo oro iridato per Niccolò Pagani (Tevere Remo), dopo l’otto a Plovdiv 2012. E’ il pronto riscatto per Jacopo Mancini (Can. Firenze) dopo il quinto posto, in questa specialità, nella passata stagione. Miglior esordio non poteva esserci per Antonio Vicino (CRV Italia), fratello del plurimedagliato Giuseppe, Davide Gerosa (Can. Lario) e Niccolò Lotti Mancusi (Can. Firenze). La finale del quattro con? La Germania si sfoga un po’, poi l’Italia gli sfila la leadership prima della boa dei 500 metri ed è show azzurro nei successivi 1000. Il nostro massimo sforzo si concretizza ai 1500 con quasi due secondi di vantaggio sui tedeschi.  Sembra insensibile alla fatica, il nostro quattro con, tanto procede spedito verso il traguardo. Sembra di esser a un concerto alla Scala di Milano. Questi cinque ragazzi sul palco, vicini alla fine della loro magistrale interpretazione e pronti a incassare una standing ovation.  Gli avversari, però, non sono propriamente disperati come i musicanti di Brema. C’è una straripante Bielorussia che nell’ultimo quarto di gara ci mangia tre secondi saltando dal quinto posto al bronzo, a 55 centesimi dall’argento.  Ma là davanti, 1”41 sulla Germania, ci sono i due Niccolò, Antonio, Jacopo e Davide. I campioni del mondo del quattro con, specialità che torna a colorarsi d’azzurro sei anni dopo Pechino 2007.

canottaggiomania_Trakai_quattrodicoppiafemminile_1Il quattro di coppia femminile.  La capovoga Chiara Ondoli (De Bastiani Angera), insieme a Valentina Rodini (Bissolati Cremona), Valentina Iseppi (D’Annunzio) e Stefania Gobbi (Can. Padova). Una gara vissuta con il fiato sospeso, con la Romania leader incontrastata sino a dieci palate dal traguardo. Una finale con cinque barche racchiuse in soli 76 centesimi ai 1500 metri. Un’Italia intelligente nel riservare le energie migliori per i momenti topici. Barca frizzante, come le quattro ragazze che, prima in raduno a Piediluco e poi in queste giornate iridate, hanno ben coltivato il loro sogno. Il loro ritmo è davvero buono, l’assieme l’arma in più per raggiungere il podio. L’obiettivo dichiarato alla vigilia. Dal quinto al secondo posto, il secondo parziale azzurro è devastante. Nuova Zelanda, Olanda, Germania e Stati Uniti si chinano al loro passaggio in rapida sequenza. Ma ai 1500, sono tutte li, cinque barche raccolte in poco più di un metro. Che succede allora? Un imprevisto cancella una storia ormai scritta e pronta a esser tramandata ai posteri. La Romania inciampa in una boa a dieci palate dal traguardo, come se sul treno (per velocità, questa barca vi somiglia), qualcuno inavvertitamente abbiamo tirato il freno. Stop Romania. Così la serrata lotta per l’argento si trasforma improvvisamente in una corsa all’oro. Chiara, le due Valentina e Stefania non si lasciano sfuggire l’occasione e prendono l’ultima e decisiva rincorsa verso il traguardo lasciandosi dietro Stati Uniti (89 centesimi) e una stanchissima Germania (2”30).  Primo titolo nella nostra storia per il quattro di coppia femminile ai Mondiali Junior!

canottaggiomania_Trakai_quattrosenzafemminile_2Ora il quattro senza femminile. Giulia Campioni (Can. San Miniato), Elena Waiglein (CC Saturnia), Carmela Pappalardo (Can. Irno) e Ludovica Serafini (CC Aniene). E’ un capolavoro d’argento, il frutto di una barca che sa regalare grandi emozioni. Quinte dopo i primi 500 metri, fanno leva sul loro maggior punto di forza: il passo. Ed allora questa finale si trasforma in una caccia con le nostre atlete nei panni di straordinari segugi. Prima il fuoco fatuo Polonia, poi, poco prima di metà gara, braccano le neozelandesi. Così veloci nella prima batteria mercoledì, in confronto alle azzurre le kiwi remano in modalità moviola. A 500 metri dal traguardo, la Germania (vincitrice della seconda batteria davanti alle azzurre) è a tre decimi e gli Stati Uniti sono a 63 centesimi. Le tedesche si piegano come margherite spellate dal vento, un uragano azzurro che sembra potersi abbattere anche sulla barca a stelle e strisce. A 200 metri dal traguardo, Hart e compagne rispondono all’attacco di Giulia, Elena, Carmela e Ludovica. Argento, nuovamente il quattro senza femminile sul podio dopo Linz 2008, a 38 centesimi dalle campionesse mondiali.

canottaggiomania_Trakai_quattrosenzamaschile_2Romania-Italia, la grande sfida del quattro senza maschile. Un anno fa, a sorpresa, la spuntammo noi. C’erano sempre Lorenzo Pietra Caprina (Can. Firenze) e Alberto Di Seyssel (Armida) ed il posto di Luca Lovisolo (Cerea) e Giovanni Abagnale (CN Stabia), impegnati a vincere nell’otto, era occupato da Di Girolamo e Oppo. L’Italia scoprì le sue carte soltanto in finale, cosa che quest’anno non  poteva fare in quanto barca da battere. Partenza a palla di cannone per i rumeni e per mille metri gli azzurri restano anche dietro alla Polonia. Rimesse le cose apposto con i polacchi, Lorenzo, Alberto, Luca e Giovannone si lanciano, con tutte le loro forze, verso la Romania colmando quasi metà dello svantaggio tra i 1000 ed i 1500. L’Italia, certamente, non si accontenta dell’argento e di farsi scucire, così alla buona, il titolo iridato. E’ destino, però, che quest’anno debba finire diversamente. La Romania si prende la sua rivincita e, dopo un portentoso serrate, vince il Mondiale con 2”14 sugli azzurri. A dimostrazione della netta differenza tra le prime due barche di Trakai ed il resto della concorrenza, ci sono i pesantissimi 5”46 di ritardo della Polonia, terza.

Foto Mimmo Perna

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...