Il piacere (e la fatica) della riconferma: Guido Gravina

Guido Gravina
Guido Gravina

La gioia del primo successo può esser equivalente a quella della riconferma. Non si sa, sicuramente sono sensazioni differenti l’una dall’altra. Così per Guido Gravina (Reale Società Canottieri Cerea) l’oro di Trakai 2012 è diverso da quello di Linz 2013. Sempre il quattro senza Pesi Leggeri, sempre insieme ad Alin Zaharia. Con due partner giovanissimi, come Stefano Oppo e Paolo Di Girolamo, capaci di bruciare le tappe e passare dal felicissimo Mondiale Junior di Plovdiv 2012 alla tappa di Coppa del Mondo di Lucerna, anche questa esperienza condivisa insieme a Guido. Un punto di riferimento per Gravina, in questa stagione palpitante, è stato Giorgio Tuccinardi,  capovoga del quattro senza PL in partenza per la Corea del Sud. Un altro è Kasper Winther Jørgensen, uno dei simboli della più forte (un oro ed un bronzo a Londra 2012) nazione nei Pesi Leggeri. Ma, in questo dialogo, c’è anche un po’ di favola, nel ricordare che questa specialità, tremendamente sul filo con tante barche in pochi decimi o addirittura centesimi, ha visto trionfare il Sudafrica. Conosciamo meglio una delle promesse del settore Pesi Leggeri azzurro in questa chiacchierata.

Vinci per il secondo anno di fila il Mondiale Under 23. A bruciapelo, ti chiedo, più facile o difficile dell’anno scorso?
“Sicuramente più difficile! Sotto tutti i punti di vista!”.

Quale è il più fresco ricordo di quest’ultima finale?
“Se ci ripenso… vedo il momento in cui tagliamo il traguardo. Una vera e propria liberazione!”.

Il quattro senza PL oro a Linz 2013
Il quattro senza PL oro a Linz 2013

Ancora insieme ad Alin Zaharia. Cosa è cambiato, in barca, con Paolo e Stefano al posto di Matteo e Gianluca?
“E’ cambiato molto, questa volta eravamo noi i ”vecchi”. Fare bene una volta può esser stato facile, riconfermarsi è stato più difficile! Eravamo io e Alin che, a differenza dell’anno passato,quando imparavamo da Matteo Pinca, dovevamo trasmettere tutta la nostra esperienza a Paolo e Stefano. Sicuramente loro erano però gli uomini giusti per la nostra barca, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista mentale”.

A proposito di esperienza… Ti sei allenato moltissimo, quest’anno, insieme a Giorgio Tuccinardi. Cosa ti ha trasmesso?
“Allenarmi con Giorgio è stato fondamentale per la mia crescita sportiva. Mi ha aiutato ad imparare a ”sentire” scorrere la barca, mi ha insegnato a farla scorrere facendo meno fatica possibile. Lui tecnicamente è un maestro e ha ancora tanto da insegnarmi. Mi ha permesso di confrontarmi con uomini che io vedevo con il binocolo in gara e tutto questo mi ha proiettato nel mondo della nazionale maggiore, un mondo nuovo per me”.

Il tuo esordio a Lucerna: al di là del risultato finale, che sensazione è stata remare nel tempio del canottaggio mondiale?
“Hai detto bene, al di la’ del risultato finale… Comunque è stata una sensazione fantastica, da brividi. Remare nel ”tempio” del canottaggio mondiale mi ha consentito di respirare un’aria magica”.

Hai avuto modo di incrociare, proprio a Lucerna, qualche tuo mito tra i grandi campioni Pesi Leggeri?
“Proprio così. Gente come Jorgensen ed il 4 senza sudafricano, oro a Londra 2012. Godono della mia massima ammirazione e stima”. 

Ed invece la tua Società ed il tuo allenatore Andrea Loiurio: come ti hanno spinto verso l’obiettivo?
“Mi hanno sempre accompagnato lungo il percorso aiutandomi a concentrarmi al 100 per cento sull’obiettivo Nazionale. Andrea mi ha dato la tranquillità giusta per affrontare al meglio questo Mondiale”. 

Cosa, rispetto all’anno scorso, credi di avere in più dopo queste intense esperienze?
“La consapevolezza di potermela giocare con i migliori in Italia”.

In raduni così lunghi oppure prima di una gara importante, come si vive il tempo libero?
“Dormendo, studiacchiando un po’ e messaggiando con la mia ragazza”

Gravina testimonial Kappa insieme a Carcano, Colombo e Patelli
Gravina testimonial Kappa insieme a Carcano, Colombo e Patelli

L’anno scorso, per un giorno, sei stato modello per uno shooting fotografico Kappa ed uno spot trasmesso in TV sulle reti Mediaset. Lo rifaresti?
“Una bellissima esperienza! Entrare negli studi Kappa e’ stato fantastico, così come conoscere l’organizzazione interna dell’azienda ed il proprietario Marco Boglione. Fantastico, anche perché il marchio nasce a Torino, la mia città. Poi bello sentire da tutti i miei amici ”ma eri tu? Ti ho visto in TV’! Lo rifarei molto volentieri”. 

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