Gli Junior-Leader: da Trakai 2002 a Plovdiv 2012

Il quattro senza Junior: prodiere e capovoga hanno esordito in Cdm a Lucerna, il centrobarca difende il titolo a Trakai
Il quattro senza Junior: prodiere e capovoga hanno esordito in Cdm a Lucerna, i “centrobarca” difendono il titolo a Trakai

Arrivano i Mondiali Junior e ci presentiamo come la squadra da battere in virtù degli straordinari risultati del 2012. Quattro ori (quattro senza, quattro di coppia ed otto maschile, due senza femminile) ed un bronzo (otto femminile) al culmine della scorsa gestione, condivisa da Claudio Romagnoli (maschile) e Josy Verdonkschot (femminile). Si raccolse in Bulgaria quanto ben seminato nei tre anni precedenti. L’otto maschile ed il due senza femminile dimostrarono che le vittorie dell’anno precedente non erano il frutto del caso ma delle loro sensazionali capacità. Dopo ripetuti tentativi (due argenti), i ragazzi del quattro di coppia festeggiarono finalmente il successo e tanto ricca di brividi quanto esaltante fu la finale del quattro senza maschile, con l’Italia campione del mondo davanti alla Romania per un centesimo. Un capolavoro, inoltre, il primo otto rosa medagliato a un Mondiale nella storia della Federazione Italiana Canottaggio. Ed è bello vedere che oggi, a distanza di un anno, alcuni di questi ragazzi si sono già prepotentemente inseriti nella squadra assoluta.

Si ritorna a Trakai undici anni dopo un altro Mondiale Junior ricco di medaglie per la nostra Nazionale. Un oro in meno (tre), ma tre medaglie in più (otto). C’era anche un nostro attento lettore. Era capovoga dell’otto, Dario Bosco, e ci riporta alle emozioni di allora in questo breve ricordo.

Venier, Frattini, Stefanini e Miani iridati a Trakai 2002
Venier, Frattini, Stefanini e Miani iridati a Trakai 2002

“Era un giorno ventoso, sabato 10 Agosto 2002, quando l’Italia Junior chiuse il suo Mondiale. Agli avversari avevamo lasciato ben poco, avevamo vinto 3 ori, 2 argenti e 3 bronzi. Memorabili alcune gare, a partire da quella di Federico “Gatto” Gattinoni che, ai 1500, aveva fatto il vuoto. Io ed altri ragazzi avevamo la visuale coperta dagli alberi e vederlo transitare senza avversari ci fece pensare che forse era ultimo! Poi arrivò un altro singolo, poi un altro… Cavolo era primo e li stava massacrando!! Pochi minuti dopo il 2+ con il timoniere Monorchio, capigliatura stile ultimo dei mohicani. Anche loro primi. E poi il quattro senza, grandissimo bronzo di 4 ragazzi praticamente pesi leggeri, che col vento contro diedero filo da torcere a bestioni da 90 kg. Il doppio di Cerbone e Smerghetto, primo fino alle ultime 2 palate. Tutti a sgolarci perché la Germania stava tornando su fortissimo e, alla fine, riuscì a passare i nostri ma sputando l’anima. La piccola grande Laura Milani, anche lei cuore di leone a combattere contro vento e avversarie di 1,85…bronzo! Già al raduno, il quattro di coppia maschile  andava veloce come un treno e non fece altro che confermare il fatto che gli avversari, quell’anno, dovevano pensare a 2 medaglie e non a 3 perché quella d’oro era già nostra. Gran gara anche del quattro di coppia femminile che passò 5° ai 500, ai 1000 e ai 1500 per poi sorprendere le avversarie e prendersi il bronzo. E poi l‘otto. Per tutto il raduno non si era capito se potevano ambire alla finale o no. Sognavamo la finale ma iniziammo a crederci solo negli ultimi 500m dei recuperi, vinti contro la Germania che ritrovammo in finale e buttammo giù dal podio strappando  l’argento agli USA negli ultimi 10 colpi per un solo decimo”

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