Credere nei propri progetti: Laura Schiavone

Laura Schiavone
Laura Schiavone

Chung-Ju sarà il quindicesimo Mondiale per Laura Schiavone, il settimo a livello assoluto.  Deve ancora compiere 27 anni, il prossimo 13 ottobre, eppure si trova già di fronte a una bella responsabilità: guidare, con la sua esperienza, il giovane quattro di coppia femminile a una sfida motivante. Il bronzo agli Europei ed il quarto posto in Coppa del Mondo indicavano che la strada era quella giusta ma sul gap da colmare, in termini cronometrici, rispetto alle principali forze del canottaggio femminile occorreva ancora lavorarci molto. Il raduno di Piediluco, sotto l’attenta e scrupolosa guida del caposettore Claudio Romagnoli, è senz’altro servito a questo. In questo dialogo Laura, salernitana dal carattere forte e forgiata dal bravo Rosario Pappalardo alla Canottieri Irno, ci spiega alcune cose importanti, utili a inquadrare il nuovo settore femminile della Nazionale. Dopo averci spiegato come è arrivata alla Laurea, l’ingegner Schiavone ci rivela anche il suo desiderio di progettare un bacino olimpico in Italia. 

Laura, il 25 agosto inizierà in Corea del Sud il tuo settimo Mondiale Assoluto. In cosa sarà diverso dai precedenti ed in cosa simile?
“Sarà una nuova esperienza sotto molto punti di vista. Io disputerò le gare nel quattro di coppia, in fase di preparazione, con qualche interruzione, dagli Europei di Siviglia”.

Il quattro di coppia femminile
Il quattro di coppia femminile

In questa specialità, nel 2009 un bel quarto posto ai Mondiali e l’argento agli Europei. Quarto posto centrato anche in Coppa del Mondo a Lucerna, e quest’anno vi presentate forti del bronzo europeo.
“È una barca relativamente giovane e abbiamo voglia di far bene. Ricollegandomi anche alla tua precedente domanda, la determinazione e la tensione pre-gara sono sempre uguali nonostante passino gli anni. La barca è stata provata alla Seconda Trio e, considerati i risultati positivi, portata agli Europei. Il bronzo ci ha dato buone conferme e gli stimoli per preparare Lucerna. Come tutti sanno, la terza prova di Coppa del Mondo è altamente indicativa: è stato molto utile confrontarsi anche con gli equipaggi extra-europei….Per ora ci siamo comportate bene, abbiamo migliorato assieme e affiatamento, ma abbiamo ancora da migliorare: il lavoro fisiologico, in fase di svolgimento, è molto impegnativo, ma l’obiettivo è quello di migliorare soprattutto dal punto di vista tecnico in modo da assumere una palata che sia davvero da quattro di coppia”.

Le tue compagne sono tutte e  più giovani di te. Come la tua esperienza può aiutarle e, viceversa, come la loro gioventù può esserti utile?
“È una novità esser la più grande in barca, ma le mie compagne sono molto mature per l’età che hanno e devo dire che si comportano sempre in maniera molto professionale. A volte credo che la mia esperienza sia utile soprattutto nei momenti di crisi, quando ci sono problemi, o per gestire situazioni che magari in raduni tanto lunghi posson risultare pesanti. D’altro canto loro sono così piene di entusiasmo e di voglia di “arrivare” che mi stimolano sempre”.

Lo storico titolo europeo vinto in doppio con Gaby Bascelli
Lo storico titolo europeo vinto in doppio con Gaby Bascelli

Da Josy a Claudio. E’ cambiata molto la gestione del gruppo femminile della Nazionale?
“È una nuova gestione, è cambiato molto. Josy ha allargato il gruppo femminile, adesso siamo tante donne a remare ed il livello è cresciuto. Possiamo fare anche molte più barche lunghe rispetto al passato. Claudio è un bravissimo allenatore, mi ha seguito anche da Junior e ho per lui la massima stima. Ha un carattere molto forte ed è bravo a gestire il gruppo. Segue tutte le barche, ci spinge sempre a confrontarci tra di noi e con gli uomini per ottenere il massimo. È molto esigente anche dal punto di vista tecnico ed è giusto, visto il livello a cui aspiriamo”.

Ti sei brillantemente laureata in Ingegneria Civile. Ci racconti qualcosa della tua tesi e del tuo impegno universitario, soprattutto sul come sei riuscita a coniugarlo con gli allenamenti ed i raduni?
“Mi sono laureata il 22 aprile e ho discusso una tesi sulle verifiche di funzionalità applicate ad un impianto di depurazione municipale. La tesi era sperimentale, per cui ho dovuto recarmi in impianto 1-2 volte a settimana per delle prove sul campo e poi elaborare i dati. È stato molto impegnativo, a volte arrivavo la sera all’allenamento a Pavia senza aver neanche mangiato e non mi reggevo in piedi ma ho anche provato una grandissima soddisfazione. In questo devo dire che Claudio è stato perfetto, mi ha permesso di destreggiarmi nello studio e nello sport fino alla Laurea per raggiungere questo traguardo con la massima serenità”.

La tua famiglia, difficilmente, si perde una tua gara. I tuoi genitori verranno anche in Corea del Sud?
“I miei mi seguono quasi ovunque ma in realtà mia madre ha paura di volare per cui nelle trasferte lunghe mi hanno seguito solo a Pechino. Quest’anno non verranno in Corea e ci supporteranno da casa”.

Nel canottaggio femminile d’alto livello, quali personaggi ti senti di ammirare e perchè?
“Io ho la massima stima per i singolisti. Per me sono una sorta di divinità, ammiro la loro forza e la loro testa. Sono dei veri fuoriclasse. Per me due atlete fortissime, anche se profondamente diverse tra loro, sono Kim Crow (AUS) e Donata Vistartaite (LTU). A loro va davvero tutta la mia ammirazione, infatti non mi perdo una loro gara”.

Con Betta a Pechino 2008
Con Betta a Pechino 2008

La tua compagna di barca ed amica Betta Sancassani ha iniziato una nuova vita da PL. C’è un messaggio che le vuoi far arrivare tramite CanottaggioMania?
“È difficile dire a Betta qualcosa che giá non sappia dato che viviamo nella stessa camera. Io credo che non esista una capovoga forte come lei e sono felicissima della strada che ha intrapreso con Milli. Sono la loro fan N.1”. 

Infine, da ingegnere civile, qual è la prima cosa che, da professionista, ti piacerebbe progettare ed invece, la prima cosa che ti viene in mente, cosa ti piacerebbe costruire nel canottaggio? 
“Io sono un Ingegnere Civile Idraulico, per cui, per una cosa o per l’altra, l’acqua riveste un ruolo importante nella mia vita. Oggi gli ingegneri, oltre a costruire ex novo, devono essere in grado di gestire ed ottimizzare ciò che è stato costruito in precedenza. Mi piacerebbe tantissimo andare all’estero e fare una esperienza con i Paesi in via di Sviluppo, mettendo a disposizione le mie conoscenze. Invece, per il canottaggio, il mio sogno sarebbe quello di costruire un bacino olimpico: scegliendo il luogo adeguato e costruendo gli impianti…ovviamente in Italia”. 

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