Avanti con testa e cuore: Vincenzo Abbagnale

Vincenzo Abbagnale
Vincenzo Abbagnale

“Ti avevo fatto una promessa ed ora la mantengo”. Nei miei quattro anni federali, pre, durante e post Mondiale, Vincenzo Abbagnale non aveva mai concesso interviste ma, molto chiaramente a Brive La Gaillarde 2009, aveva affermato. “Marco, non te la prendere… Ne faremo una bella bella quando vincerò il primo titolo mondiale”. Detto e fatto. Linz 2013. Il quinto colpo in canna di Enzo, quello buono anche se i primi tre (tre bronzi) proprio così imprecisi non erano ma andateglielo a spiegare, non vi capirà ed anzi forse vi convincerà del contrario… Lui oggi ha 20 anni ed è arrivato al canottaggio dopo aver provato il calcio, il nuoto e l’atletica leggera senza trovare il giusto brivido che soltanto l’appartenza a una squadra ti sa regalare. Lui è quello che a 11 anni, seguito da Gennaro Cavaliere al CN Stabia, perde la sua prima gara  ed è la sua fortuna perché rappresenta una grande iniezione di adrenalina e motivazioni per andare avanti. Il suo primo traguardo è d’argento: non sarebbe da buttar via ma, seguendo la filosofia di un altro Enzo (Ferrari), si considera, in quel caso, il primo degli ultimi… Lui è quello che, dopo una batteria vinta al Mondiale, abbassa lo sguardo e mormora. “Ma non abbiamo ancora fatto niente…”. Enzo coltiva il “vizio di famiglia” senza aver fretta di arrivare e senza pressioni ma con testa e cuore.

Enzo, ormai eri diventato una faccia di bronzo, tanto ne avevi raccolto in tre Mondiali Junior. Qual è stato il tuo primo pensiero da campione del mondo una volta tagliato il traguardo?
“Il primo pensiero è stato: “Cavolo finalmente ce l’ho fatta! Dopo 3 bronzi consecutivi e un anno under 23 da dimenticare, per come mi ero allenato fino a marzo..”. Subito dopo, ho pensato che quest’anno di sacrifici, sempre lontano da casa, non è stato buttato via. Quando c’è più attesa, la vittoria è ancora più bella!”. 

Eton 2011: l'amarezza
Eton 2011: l’amarezza

Ma torniamo ai Mondiali Junior. Gioia a Brive la Gaillarde, da sedicenne, ma poi inca…volato nero, come l’ala di un corvo, per i due successivi terzi posti. Va bene, volevi vincere ma ci si può arrabbiare così tanto al punto da salire sul podio con gli occhi velati di pianto? Tornando indietro, un sorriso ai fotografi lo regaleresti a Racice e Eton?
“Purtroppo quando ci penso non riesco ancora a “sorvolare” ma mi viene sempre un po di rammarico.. A Brive facemmo una grande gara, a Racice ci facemmo sorprendere senza reagire come avremmo dovuto. Eton? Non voglio proprio parlarne perché é stato, per me e ed i miei compagni, un oro buttato via per i problemi avuti in gara.. Dopo il Mondiale mi regalarono un cartellone con scritto “Stay hungry, Stay foolish”.. Lo collocai di fronte al mio letto per poterlo guardare tutte le mattine appena sveglio!”.

Verso il Mondiale Under 23. Prima il quattro senza e poi il quattro con. Ci racconti come è andato il tuo raduno ed il perché, secondo te, di questo cambio?
“Dopo esser tornato da Lucerna la domenica notte, parlai con Spartaco  Barbo per raggiungere i miei compagni Under 23 in ritiro a Sabaudia. Eravamo a meno di una settimana dal Mondiale. Iniziò il progetto 4 senza senza però trovarci bene da subito. Avremmo dovuto lavorarci  di più, ma mancava il tempo. Usciti in 4+, io e Luca Parlato facemmo un ottimo tempo con Max Rocchi e Mario Cuomo. Da li in poi, abbiamo proseguito con la stessa formazione”. 

Linz 2013: la gioia
Linz 2013: la gioia

Linz. Massimiliano, Mario, Luca ed il timoniere Andrea. Che compagni d’avventura sono stati?
“Devo fare i miei complimenti a tutto l’equipaggio. Chi più e chi meno, abbiamo mantenuto sempre la lucidità ed i piedi per terra, seppur consapevoli di essere una barca molto veloce e di essere andati a Linz per vincere. Max si è comportato da vero capovoga, aggressivo e deciso. Mario ha saputo, al meglio, compattare il ritmo del capovoga con noi dietro. Ha saputo sempre mantenere la tranquillità. Luca? Essenziale e decisivo per i cavalli che metteva in acqua quando servivano. L’unico che ha sofferto un po’ di pressione è stato Andrea ma è comprensibile data la sua giovane età ed eravamo noi a tranquillizzarlo. Nonostante ciò, si è comportato da professionista ed è stato perfetto”.

La grinta del 4 con azzurro
La grinta del 4 con azzurro

Ci sono stati momenti difficili durante la finale, da superare, o tutto è filato sempre liscio? C’è qualche retroscena del Mondiale, in merito a quest’equipaggio, di cui non siamo al corrente?
Siamo partiti per la finale con lo scopo di vincere, lo volevamo in cinque su cinque e non c’era altro risultato che ci avrebbe soddisfatto. La finale è andata come l’avevamo programmata. Abbiamo staccato tutti grazie al nostro maggior pregio,  la partenza, e poi abbiamo mantenuto le distanze dagli altri. Quando Nuova Zelanda e Germania ci hanno attaccato e hanno sfogato tutto, abbiamo chiamato un “Via” e abbiamo chiuso la gara. È vero che in gara la barca non sembrava un 4+ ma un 4-, e veniva giù, come hai scritto tu, proprio come una caipiroska ai frutti di bosco (la mia preferita) Ahaha”.

Veramente io la preferisco alla fragola… Senti, ma Enzo Abbagnale, rispetto a quando l’ho conosciuto io durante l’avventura dei Mondiali francesi, come è cambiato negli ultimi 4 anni?
“Sono passati già 4 anni dal primo mondiale, quando ero ancora nella categoria Ragazzi. Enzo Abbagnale è cresciuto sotto tutti gli aspetti, tranne che per la voglia di arrivare davanti”.

Enzo, qualche anno fa, ai GSS con il CN Stabia
Enzo, qualche anno fa, ai GSS con il CN Stabia

La sveglia puntata sempre alle 5:22 è servita in prospettiva Senior? Come giudichi le tue prime esperienze: gli Europei e la Coppa del Mondo a Lucerna in otto?
“Quest’anno, i tecnici Senior mi hanno dato fiducia fin dal primo raduno. Quando in entrambe le regate Trio2016 sono salito sul podio in due senza, mi hanno detto che avrebbero continuato a credere in me ma io, in cambio, sarei dovuto crescere sempre di più. Prima con l’Europeo si Siviglia, poi alla Coppa del Mondo di Lucerna: due grandi esperienze a livello assoluto, anche se abbiamo capito che dobbiamo ancora maturare tanto per primeggiare tra i Senior. La strada imboccata, ne sono sicuro, è quella giusta”.

In che modo e misura, a tuo avviso, lavorare in 70 (Senior, donne, PL), tutti insieme, a Piediluco vi sta aiutando a crescere?
“L’obiettivo che si sta ponendo l’attuale gestione è quello di crescere in toto, in gruppo. Non danno mai sicurezze ma creano sempre competizione tra gli equipaggi. Così chi è fuori spinge per entrare e chi è dentro ora spinge per non uscire! In questo modo stiamo migliorando tutti a vista d’occhio”.

E se ti dico Corea…
“Ti rispondo incognita! Sono in ritiro a Piediluco e stiamo ancora facendo varie selezioni. I tecnici decideranno le soluzioni migliori e noi le accetteremo”.

C’è una canzone che stai ascoltando in questo periodo per darti la carica?
“Non ho una canzone che ascolto particolarmente in questo momento ma ho una libreria musicale grandissima e ascolto di tutto a seconda del mio stato d’animo”

E quale, degli ultimi film visti, ti ha fatto vivere emozioni simili a quelle vissute su un campo di regata di canottaggio?
“Tra tutti i film, il mio preferito resta sempre “Il gladiatore” l’ho visto miliardi di volte ed è uno dei pochi che rivedo sempre con piacere”.

Tifi sempre Napoli e Juventus allo stesso modo oppure, finalmente, ti sei sbilanciato a favore di una?
“Diciamo che per il calcio guardato non ho più tanta passione, preferisco il calcio giocato. Dove gioco io però! Giocavo a calcio e, modestia a parte, me la cavavo bene ma poi ho scelto altre strade.. Comunque si, per rispondere alla tua domanda, simpatizzo ancora per entrambe!”

Ed anche a ping pong ti sentivi un fenomeno, o sbaglio?
“Ahah. Ma no, qui non lo sono mai stato.. E in più ora sono anche arrugginito!”. 

Linz 2013: l'attesa della famiglia
Linz 2013: l’attesa della famiglia

Sei sempre dell’idea che nella tua soffitta non ci sia bisogno di prender misure per allargare la bacheca di famiglia oppure lo devo comunicare a mamma Linda affinché si adoperi?
“Ahahah!!! La mia soffitta è occupata dai trofei di mio padre. Quando vincerò la metà di quello che ha vinto lui comincerò a preoccuparmene… Adesso mi basta ancora solo la mia camera!”

Senti Enzo, cosa dici al presidente federale?
“Gli faccio i miei complimenti per l’ottimo lavoro svolto finora, continui così”.

Ed a papà?
“Cosa posso dirgli? In 20 anni, non l’avevo mai visto così emozionato come dopo il traguardo di Linz”.

Foto: Detlev Seyb e Mimmo Perna

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