Alin, one race man

Alin Zaharia (foto Detlev Seyb)
Alin Zaharia (foto Detlev Seyb)

Dietro un successo, c’è sempre una storia. Se parliamo di Alin Zaharia, per la seconda volta campione mondiale nel quattro senza PL Under 23, la trama si infittisce. Origini rumene, frequenta Giurisprudenza all’Università di Torino. Ai remi dal 2005 con un passato alla Canottieri Armida ed un presente alla Canottieri Caprera. La medaglia sfumata per pochi decimi nel 2009, il ritorno a casa da Brest alla vigilia delle gare per colpa di un incidente (cavalletto chiuso sulla mano con due dita ferite) e poi, l’uno-due, Trakai-Linz. Non sarò io a raccontarvi il Capitano della squadra maschile Under 23, ma Dario Bosco, il mio martello lamuriano che mi accompagna (o perseguita?) sin dai tempi di CanottaggioVero…______________________________________________________________

Ci sono sportivi che si “svegliano” nel momento giusto. Hanno pochi colpi ma li sparano quando serve e sono tutti centri: Alin Zaharia è uno di quelli. Durante la stagione 2013, complici anche due ernie del disco, è rimasto in ombra ottenendo qualche buon piazzamento ma anche risultati sicuramente al di sotto del suo potenziale. Una stagione che sembrava anticipare un addio. Voci di corridoio dicevano che almeno quest’anno sarebbe rimasto da parte e fuori dai giochi per la Nazionale e che poi avrebbe valutato se riprendere seriamente nel 2014. Io non ci credevo, parlando con lui e conoscendo il soggetto sapevo che stava aspettando il momento giusto per piazzare i colpi vincenti. Lo stimolavo, un pò perché se uno lavora bene prima (inverno) fa meno fatica dopo! Fatica sicuramente ne ha fatta domenica a Linz perché gli Inglesi hanno condotto la gara per oltre 1500 metri ma al momento giusto Alin e i suoi bravissimi compagni (Guido Gravina, Stefano Oppo e Paolo Di Girolamo) hanno sferrato l’attacco vincente, il colpo del ko, e hanno riportato per la terza volta di seguito il quattro senza PL sul tetto del mondo. Alin era a dispari (la scorso Mondiale lo vinse a pari) e, quindi, oltre alle qualità fisiologiche ha anche quelle di adattamento. Ora il nostro “one race man” deve fare ancora un centro, quello che vale 90 punti: la Corea. 90 perché 100 li fa se rimane sul 4-. E’ difficile, vista la concorrenza, ma si sa, i “one race man” hanno pochi colpi ma quei pochi sono vincenti. Sono quelli della vittoria. Vedremo se il motore del 4- PL Under 23, il martello di Bacau, ha ancora un colpo per il 2013: io dico di si.

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