Linea verde 4 senza: Mario Paonessa

Mario Paonessa (foto Detlev Seyb)
Mario Paonessa (foto Detlev Seyb)

Ha un grande pregio che a volte si trasforma in un difetto, per sua stessa ammissione. E’  un ragazzo molto sincero. Un ventiduenne profondamente innamorato del mare e delle attività a esso connesse. Il canottaggio, of course, ma anche la pesca. 

Il 4 senza a Londra 2012
Il 4 senza a Londra 2012

La vittoria nella sua garetta d’esordio gli ha dato la spinta giusta e convinto che probabilmente alzarsi ogni mattina alle cinque per il primo dei due allenamenti giornalieri, in mezzo sei ore di scuola, poteva non equivalere a un dramma se finalizzato a diventare un canottiere d’alto livello. Dal CN Stabia alle Fiamme Gialle, tenendo sempre bene in mente gli insegnamenti di due figure-cardine: coach Antonio La Padula, un secondo padre prima che un tecnico per tanti ragazzi nel circolo campano, e papà Ottavio. Questo ragazzo di Pimonte è stato il più giovane azzurro alle Olimpiadi di Londra 2012, traguardo centrato nella specialità del quattro senza due anni dopo uno splendido successo Under 23, sfiorato poi anche l’anno successivo (25 centesimi), con la definitiva consacrazione nella squadra assoluta.

Il 4 senza a Lucerna 2013 (foto Mimmo Perna)
Il 4 senza a Lucerna 2013 (foto Mimmo Perna)

Penso a Mario Paonessa e vedo un ragazzo di poche, pochissime parole. Alla sua timidezza, forse oltre misura, fa da contraltare la concretezza dei fatti e dei risultati. Un ragazzo che non ha paura del lavoro e dei tanti sacrifici richiesti dal canottaggio, soprattutto oggi in questa fase di rilancio. Ce lo ha dimostrato, ancora una volta se ce ne era bisogno, vincendo la sua prima medaglia in Coppa del Mondo a Lucerna a bordo di questo nuovo quattro senza-linea verde con Matteo Lodo, Paolo Perino e Giuseppe Vicino. 

Mario, fammi rompere il ghiaccio in allegria. Esser stato inserito tra i primi 10 hottest rowers del panorama olimpico ti ha più inorgoglito o fatto arrossire? 
“Cosa ne penso di questo? Penso solo che negli Stati Uniti gli oculisti dovrebbero lavorare un po’ meglio…”.

E’ passato un anno dalle Olimpiadi di Londra. Quest’esperienza cosa ti ha lasciato?
“Un po’ di amaro in bocca ma oggi sono più motivato che mai a raggiungere i miei obiettivi”. 

Il canottaggio oggi. Cosa mi dici di questo nuovo quattro senza? Quali armi in più possono avere questi quattro giovani, te compreso, per farci decollare in questa specialità?
“Di base, c’ê tanta voglia di dimostrare il nostro valore essendo tutti e quattro giovani e con poche esperienze. Poi c’è tanto allenamento, insieme ai moltissimi sacrifici che questo sport richiede per avere un qualcosa in più rispetto ai nostri avversari in ogni gara”.

Dimmi qualcosa di più sui tuoi nuovi compagni di barca.
“Preferisco sempre parlare di squadra e non di singoli individui. Siamo un gruppo unito e senza peli sulla lingua, soprattutto ci divertiamo. in allenamento i difetti si accentuano perché subentrano lo stress e la stanchezza. Tutto sommato, pur essendo diversi per comportamento e per origini, c’è un giusto equilibrio che ci permette di lavorare bene anche nei momenti più difficili”. 

Tornando alla Coppa del Mondo ti aspettavi questa prestazione super? Ed in vista del Mondiale, come state migliorando?
“Siamo contenti del risultato ma, sotto il mio punto di vista, sono ancora più felice di aver la consapevolezza di essere competitivi e, conseguentemente, avere una grande motivazione negli allenamenti per cercare di innalzare il nostro livello”.

La nuova organizzazione tecnica federale: tu ci credi, prova a convincere chi ancora non ci crede.
“Io ci ho sempre creduto. Per chi non ci crede, non saprei come  convincerli. Comunque, i risultati parlano da soli, forse sono il miglior metodo persuasivo…”.

In un video pre-Olimpiadi, si vede che la tua prima tifosa è tua nonna Ida. Quali sono i suoi principali consigli?
“Intanto, in generale, voglio sottolineare il supporto che tutta la mia famiglia non mi fa mai mancare. Nonna Ida? Non ci sono consigli da nonna a nipote, c’è il mio amore che mi spinge, in ogni campo, a dare il massimo per non deluderla mai. Lei mi dice sempre che sarei stato il pupillo di mio nonno Mario che, purtroppo, non ho mai conosciuto”.  

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