Ai piedi di un nuovo Everest: Romano Battisti

canottaggiomania_Battisti_Londra2012A tutto campo. Esattamente a un anno di distanza dal suo arrivo a Londra per partecipare alla sua prima Olimpiade. Pochi giorni dopo la presentazione del libro “Doppio Giallo” dedicato all’avventura condivisa insieme ad Alessio Sartori ed a coach Franco Cattaneo, due importanti punti di riferimento alle Fiamme Gialle. Il Mondiale, gli obiettivi, il rapporto con il nuovo compagno di barca, la famiglia, il messaggio di incoraggiamento alle nuove generazioni Under 23 e Junior.  Romano Battisti è, parafrasando Sallustio, “faber fortunae suae”. Nessuna scorciatoia nella sua carriera: per vincere l’argento olimpico, a 26 anni, ha scalato un Everest ricco di insidie, consapevole di non poter mai sbagliare nulla.  Non si sente arrivato o sazio e, pertanto, ha deciso di riprendere immediatamente il cammino verso il fuoco di Olimpia. Sempre in doppio, questa volta con Francesco Fossi, vincendo subito titolo europeo e del Mediterraneo. Non cambia la musica, neppure sul fronte avversario dato che la Nuova Zelanda, da zero, ha allestito un nuovo e tostissimo equipaggio.  Riga dopo riga, ecco il Battisti-pensiero. 

canottaggiomania_Battisti_Cattaneo_SartoriRommy, esattamente oggi, un anno fa, partivamo per le Olimpiadi. Il Romano Battisti di oggi, come uomo e canottiere, è uguale a quello di 365 giorni fa o è cambiato? E se si, come penso, in cosa è soprattutto cambiato?
“365 giorni fa oggi aprivo la porta della mia prima Olimpiade, che forse mi ha reso più maturo ma soprattutto più responsabile per come affronto oggi gli allenamenti. Da quei giorni trascorsi a Londra porto stretti dentro di me tutte le emozioni vissute durante i giorni Olimpici che credo che non dimenticherò mai e spero un giorno di raccontare a i miei nipoti”

Di quell’argento, oggi, cosa è rimasto ed in che percentuale, secondo te, ha favorito l’onda del cambiamento federale?
“Oggi quell’argento brilla ancora dentro di me e mi fa affrontare giorno dopo giorno gli allenamenti più difficili. Sì, credo che almeno il 5 per cento del nostro risultato abbia influito sul cambiamento federale”.

L’affetto della tua gente, dei tuoi concittadini, è stato incredibile. Come hai fatto a conquistarli in questo modo? Io penso quest’affetto vada ben oltre la medaglia…
“I miei concittadini, oggi, sono diventati non solo tifosi di Romano Battisti ma del canottaggio italiano. Poi essendo l’unico canottiere del posto è stato molto più facile attirare la loro attenzione ma loro mi ricordano non per il Romano che ha vinto l’argento a Londra ma per il ragazzo che quasi 10 anni fa, tutti giorni con uno zainetto, partiva da un paesino di montagna per arrivare a Sabaudia e fare il suo allenamento in barca. Loro erano abituati a vedere ragazzi che giocavano a calcio, basket o, al massimo, praticavano arti marziali. Vedere un ragazzo che, a soli 13 anni, faceva tutto questo per praticare uno sport poco conosciuto  era come vedere un pesce andar via controcorrente”

canottaggiomania_Battisti_under23Veniamo a oggi. Da Sartori a Fossi: situazioni diverse, d’accordo, ma quali somiglianze e quali differenze trovi tra questi due personaggi?
“Sartori e Fossi hanno solo una cosa in comune: sono alti 2 metri. Ringrazio entrambi per il loro giornaliero supporto. Da Alessio ho imparato molto: è stato quasi un allenatore in barca, pronto a darti tutto per farti esprimere al meglio. Francesco è stato uno dei miei primi compagni e amici della Nazionale: ci conosciamo dal primo Mondiale Junior in otto passando poi al successo nel quattro con Under 23 ed a Poznan 2009 ancora a bordo dell’Ammiraglia. In Alessio ho visto un grande campione, in Francesco sto vedendo una atleta che sta facendo di tutto per migliorarsi. Con entrambi ho trovato subito un feeling in barca”.

Ed il Franco Cattaneo, allenatore societario ieri e coordinatore tecnico federale, è per te sempre lo stesso Franco nonostante le molteplici responsabilità in più? Cosa ti lega, soprattutto, a lui?
“Con Franco non è cambiato niente. Vedo che ha molti più impegni ma finora non ha mai trascurato niente e nessuno. Per me Franco Cattaneo è l’allenatore che mi ha insegnato a fare l’alto livello x competere tra i migliori. La cosa che mi lega di più a lui? Entrambi abbiamo gli stessi obiettivi e la stessa passione”.

 E di questa Nuova Zelanda che mi dici? Conoscevi già Arms e Manson?
“Da un po’ di tempo, la Nuova Zelanda sta dando grandi lezioni a tutto il mondo. No, non conoscevo questo nuovo equipaggio ma ne avevo sentito parlare molto bene. Sono due ragazzi giovani e, da quello che ho visto, remano anche molto bene”.

canottaggiomania_Battisti_FossiPunti di forza e situazioni da migliorare per il nostro doppio, in questo mese di raduno a Piediluco?
“Stiamo cercando di migliorare su tutto anche perché abbiamo ancora molto da imparare. Siamo concentrati ad affrontare con determinazione ogni allenamento perché siamo consapevoli che gli equipaggi che incontreremo ai Mondiali ci daranno filo da torcere e, quindi, dobbiamo arrivare lì preparati per fare il nostro massimo nella miglior forma possibile”. 

Parliamo della tua famiglia. Come svolgi il tuo ruolo di papà? Preferisci giocare oppure leggere le storie a Lavinia? Riesci ugualmente a ben supportare Sara nonostante i lunghi periodi lontani da casa?
“Stare lontano da casa, soprattutto quando si hanno dei bambini,  è molto difficile. Sento molto la mancanza di mia moglie e di mia figlia. Fortunatamente verranno qui a trovarmi e passeremo 10 giorni insieme. Con mia figlia amo molto giocare perché vedo che si diverte molto, soprattutto quando gli faccio fare dei giochi che mia moglie dice che sono pericolosi ma non è vero”.

canottaggiomania_Battisti_famiglia

Papà Nazareno ed il suo amico, il Dottore portafortuna, come stanno? Verranno in Corea?
“Stanno molto bene. Restano sempre due grandi tifosi di canottaggio da bar: purtroppo, considerate le troppe ore di volo, non saranno in Corea”.

Dal libro “Doppio Giallo”, cosa ti aspetti oltre a un successo di vendite?
“Mi aspetto che lo leggano tanti ragazzi cogliendo il messaggio di non arrendersi mai, anche nelle condizioni peggiori quando si pensa che tutto sia finito. Dobbiamo vendere tante copie, anche perchè il ricavato sarà devoluto totalmente in beneficenza”. 

A proposito di ragazzi, ci sono i Mondiali Under 23 e, tra una decina di giorni, partiranno i Mondiali Junior.
“Colgo l’occasione per fare un grande in bocca al lupo ai ragazzi Under 23 che stanno disputando le loro gare e agli junior che sono in partenza per i Mondiali. Forza ragazziiii. Un incoraggiamento anche a te, Marco, per CanottaggioMania: continua a seguire attentamente il nostro sport, senza soffermarti attorno alle inutili polemiche, perché noi atleti sappiamo che sei un appassionato e, soprattutto, un nostro grande tifoso”.

Fotografie a cura di Mimmo Perna e Detlev Seyb

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