Dorata leggerezza: Elisabetta Sancassani

canottaggiomania_Sancassani_SivigliaIl doppio Pesi Leggeri femminile. La più bella realtà azzurra, sempre vincente dagli Europei di Varese 2012 alla prova di Coppa del Mondo di Lucerna 2013 passando per Trio, Memorial d’Aloja e gli Europei di Siviglia. Urge assolutamente approfondire ed allora, il dialogo di oggi per i lettori di CanottaggioMania, è con Elisabetta Sancassani. Una nuova vita da PL, dopo un bronzo ai Mondiali (Siviglia 2002) e due Olimpiadi (Atene 2004, Pechino 2008) nel settore assoluto. Dietro questa scelta, un’attenta riflessione. Cambiar categoria: l’equivalente di un “tarlo nella mia testa”. Dopo i conseguenti sacrifici, le soddisfazioni coronate sui campi di regata, in nome del padre, scomparso circa un anno fa, e, ne siamo certi, anche da lassù primo tifoso della nostra Betta. 

1) Che coppia! Tu e Laura Milani: possiamo definirvi le Charlie’s Angels del canottaggio azzurro per il vostro spirito d’avventura?
“Per risponderti, ho chiesto consiglio a Laura e, dopo un’accurata riunione privata abbiamo deciso di identificarci nel ragionier Fantozzi e nel geometra Filini…”. 

canottaggiomania_Lucerna_doppioPL_festa2) Non solleticate la mia fantasia altrimenti mi troverò presto a raccontare La Mura come il megadirettore galattico Barambani e Abbagnale quale la contessa Serbelloni Mazzanti ViendalMare… Scherzi a parte, ne vieni da un quadriennio difficile, concluso molto bene agli Europei con la vittoria insieme a Laura nel doppio. Ci ricordi come è nata questa barca?
“Dopo i Mondiali in singolo PL, a Plovdiv, chiesi a Josy la possibilità di potermi mettere in gioco per gli imminenti Europei di Varese. Così ci fece fare diverse prove e, in sei ragazze,  continuammo a girare su tre doppi. Alla fine la formazione più veloce risultò quella mia e di Laura e così nacque il nostro doppio e, di li a poco, anche il nostro sogno…”

3) Da Josy Verdonkschot a Claudio Romagnoli: quali analogie e quali differenze ci sono nella gestione del gruppo femminile?
“Josy e Claudio sono due persone con caratteri differenti. Claudio, come Josy, crede molto nella forza del gruppo. All’apparenza potrei dire che Claudio rispetto a Josy è un po’ più burbero ma non è un difetto assolutamente, anzi… Credo che serva al gruppo per farci diventare più toste!”.

4) Tra le perla europea e quella di Coppa del Mondo, quale gara ti è piaciuta di più quest’anno e come mai?
“Come riscatto per me, per chi non credeva che ce la potessi fare, per la memoria del mio papà e per le Fiamme Gialle, cui sono grata per non avermi mai fatto pesare nulla in un momento difficile, ti direi la vittoria agli Europei di Varese. Per come abbiamo affrontato la gara, per determinazione e voglia di vincere, dico la finale di Lucerna”. 

5) Tu e Laura in cosa siete simili ed in cosa totalmente diverse?
“Ammiro molto Laura per la sua determinazione che ha in ogni allenamento. E’ molto sensibile: io, a mio modo ma molto meno, mi accontento se non sempre vado bene negli allenamenti. Lei invece sa pretendere molto da lei stessa e  così mi aiuta sempre a trovare nuove energie”. 

6) Ti sei guardata un po’ intorno? Ora siete l’equipaggio da battere ma verso i Mondiali chi andrà tenuto d’occhio?
“Io e Laura restiamo con i piedi per terra, siamo consapevoli di essere “osservate” dalle altre nazioni ma per noi ogni gara ha la sua storia. Per Chung-Ju, ci stiamo preparando non stando sedute sugli allori ma lavorando con umiltà e rimboccandoci le maniche con la consapevolezza che ai Mondiali troveremo equipaggi preparati al meglio”.

Charlie's Angels? No, le formidabili Laura e Betta!
Charlie’s Angels? No, le formidabili Laura e Betta!

7) Il tuo lago seguirà sicuramente in maniera trepidante i tuoi risultati. Quali sono i più bei messaggi che hai ricevuto in questo periodo?
“Ne ho ricevuti un sacco, è difficile cercare “il migliore” e tutti mi hanno fatto piacere! Forse la sorpresa più speciale l’ho ricevuta a Lucerna quando per la finale è venuto a fare il tifo uno zio di mio papà. 95 anni, l’unico reduce di Russia rimasto a Bellagio e dintorni. Sono stata contenta perché so di aver regalato una forte emozione a lui che si ricordava una gara in otto a Lucerna nel lontano 1947! Bellagio è molto vicina a me! Diverse persone,  trovandomi troppo “secca”, mi portano un sacco di leccornie quando sono a casa. Le posso solo assaggiare però sono bei gesti che fanno piacere”. 

8) E tuo fratello Franco, cosa dice?
“Mi segue sempre e mi chiama spesso per darmi consigli. E’ stato lui a darmi il “la” quando nella mia testa si fissò, come un tarlo, l idea di cambiare categoria”.

9) Rispetto a undici anni fa, quando vincevi la storica medaglia di bronzo in doppio con Gaby, quanto è cambiata Betta Sancassani?
“Per forza di cose, sono cresciuta: ho perso mio papà a cui ero molto legata e la mia vita e quella di chi mi sta intorno è cambiata. Così guardi la vita con altri occhi. Cambi… Però cercò sempre, come lui mi ha insegnato, di non sentirmi mai superiore a nessuno e per  quanto è possibile cerco sempre di prendere “il tutto” con la stessa leggerezza e spensieratezza di quando ero più piccola”.

10) Rincorri la tua terza Olimpiade, dopo Atene 2004 e Pechino 2008. Datti un consiglio e dallo anche alle tue più giovani compagne!
“Il consiglio che do a me stessa è lo stesso che do alle mie compagne: prefissarsi obiettivi a breve termine, cercare sempre nella fatica e nel sudore un po’ di divertimento, far gruppo ed isolarsi il meno possibile perché i problemi, se affrontati insieme, hanno un peso minore e come mi disse qualcuno tanti anni fa “se anche qualcosa ti farà soffrire dovrai cercarne sempre il lato positivo e, anche se minuscolo, farne tesoro”. 

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