Storia del Palio, storia della mia città

Voltri all'arrivo festeggia, Vernazzola è seconda
Voltri all’arrivo festeggia, Vernazzola è seconda

Esiste da 58 anni e, ogni domenica di fine giugno, non smette mai di emozionare tutti i genovesi. A cominciare da me che, pur non appartenendo a nessun dei rioni in gara (Cornigliano, rinasci!), ho il piacere di poter raccontarlo al microfono ogni anno. Consentitemi, cari lettori, un tocco di campanilismo per parlare di San Pietro e provare a farvi immergere nell’appassionata atmosfera del Palio di Genova.  Dal 1955 a oggi, dalle barche dei pescatori ai fiammanti (nuovi di zecca) gozzi in vetroresina. Di strada ne ha fatta questa manifestazione, ospitata ieri pomeriggio ai Bagni San Nazaro della Foce (vicino alla Fiera del Salone Nautico, per chi non conoscesse la zona) con (finalmente!) il pubblico delle grandi occasioni, tutte le autorità e le televisioni. Qui non basta avere i muscoli ed esser ultra-allenati per vincere. I 1500 metri di percorso sono suddivisi in frazioni da 375 metri con tre giri di boa dove si vede anche l’abilità tecnica dell’equipaggio nel prender la corretta rotta.

Quattro vogatori, un timoniere (spesso e volentieri una ragazza). Il prossimo anno, lo hanno detto oggi gli organizzatori, il vincitore non sarà decretato in acqua ma a terra.  Cosa vuol dire? Si tornerà ai castelli ed ai mozzi di arrampicata. Gli equipaggi areneranno di slancio sul bagnasciuga dove il mozzo, altrimenti detto “scimmia”, strapperà dalla prua la bandierina con i colori rionali correndo poi velocissimo verso il “castello” del rione. Si arrampicherà sulla fune e con la sola forza delle braccia isserà la bandierina sulla sommità del “castello”. Proprio per la “scimmia”, spesso e volentieri si scatena il “canottaggio-mercato”: i ginnasti, alla Juri Chechi, sono i prediletti. Con il loro prodigioso scatto e le loro doti di arrampicata, a volte i mozzi ribaltano il verdetto del campo di regata.

Dietro al Palio, ci sono le storie di famiglie . Per esempio, tra i plurititolati campioni, c’è Agostino Bignone, tre vittorie nelle Repubbliche Marinare più venti titoli italiani e tanti successi nella principale regata genovese. Insieme al fratello Mirco, Ago ha vinto tantissimo grazie alla guida tecnica del papà Pino Bignone, carismatico personaggio della storia del canottaggio genovese che purtroppo ci ha lasciati poco dopo aver compiuto 70 anni.  Due vittorie da atleta ed una da allenatore nella Regata Storica contro Pisa, Amalfi e Venezia. Un La Mura con i baffi, a sentire i racconti di molti dei suoi atleti che, oltre alla personalità del tecnico Bignone, ricordano anche i carichi di lavoro ed i tantissimi chilometri percorsi in barca sotto il suo attento sguardo…

Oggi il trionfo di Voltri, il rione allenato proprio da Ago Bignone. I due Luca, Ponta ed Altomani, Dario Ferrando e Mario Venzano, con al timone Erica Rusca, hanno battuto in finale Sturla-Vernazzola (favorita dopo le vittorie dei Palii di Ponente e Levante) dei determinati quarantenni Roberto Moscatelli ed Evandro Savona, dei giovani Ivan Dante e Lorenzo Simoni (tim. Francesco Lozza). Terza Foce e quarta Sestri Ponente. Il tutto, accompagnato dalle canzoni in dialetto del Gruppo Folkloristico Città di Genova e dalla sfilata del corteo storico. Un canottaggio sicuramente molto diverso da quello olimpico ma nel Palio fatica ed entusiasmo sono identici con, in più, l’aggiunta del pepe. Sane rivalità dalle radici antiche, la molla della passione della sua gente.

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