Harvard (e gli USA) piangono un grande coach

canottaggiomania_parkerAddio, Harry Parker. Addio, all’head coach (per 51 anni) della prestigiosa accademia remiera americana dell’Università di Harvard. Canottiere di buon livello, quinto classificato in singolo a Roma 1960, ed eccelso allenatore. Conoscete la storica e sentitissima regata universitaria (prima edizione nel 1852) tra Harvard e Yale? Bene, quest’uomo l’ha vinta 43 volte su 50. Ha visto i suoi ragazzi arrabbiarsi per una sconfitta soltanto il 31 marzo 1981, soltanto 18 anni dopo la sua prima esperienza. Parker è stato l’ultimo allenatore societario americano a vincere i Trials nell’otto ed a qualificare, per le Olimpiadi di Città del Messico 1968, l’equipaggio dell’Università di Harvard battendo per cinque centesimi la fortissima Pennsylvania. La finale andò male, complice anche la malattia di un vogatore. Sesto posto nella sua seconda esperienza olimpica, quattro anni dopo aver portato il suo quattro con ai Giochi Olimpici di  Tokyo. Per la Nazionale, Parker allenò l’otto anche a Monaco 1972, conquistando l’argento, e, a Montreal 1976 (la prima Olimpiade aperta alle vogatrici), condusse l’otto femminile verso il bronzo. In seconde nozze, sposò Kathy Keeler, 20 anni più giovane e capovoga dell’otto statunitense vincitore dell’oro a Los Angeles 1984.

Cinquantadue studenti dell’Università di Harvard hanno partecipato alle Olimpiadi. Tra loro, Henrik Rummel, bronzo nel quattro senza a Londra 2012, ed i fratelli Cameron e Tyler Winklevoss, finalisti nel due senza a Pechino 2008. Si, proprio loro, i canottieri-imprenditori. Gli ideatori di un social network universitario aperto soltanto agli studenti di Harvard. Un affare finito in tribunale poiché l’amico Zuckerberg, chiamato per condividere e sviluppare il progetto, diede loro il benservito fondando Facebook…

Nel 2008 la comunità remiera di Boston gli intitolò la nuovissima boat house e tre anni dopo US Rowing gli diede un premio per la sua grande carriera. Nell’ultimo anno, quando il cancro lo stava ormai divorando, non rinunciò a seguire i suoi equipaggi. Una scelta di cui nessuno si pentì. I suoi uomini cancellarono ancora una volta Yale e le donne di Harvard trionfarono a Henley.

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