Verso Lucerna

Fame di medaglie per Fossi e Battisti
Fame di medaglie per Fossi e Battisti

I Giochi del Mediterraneo si colorano d’azzurro. Torniamo a esser la prima nazione del nostro mare dopo otto anni (Almeria 2005) dando sostanziale continuità ai buoni risultati degli Europei. “Ora però le gare facili sono finite” mi scrive via WhatsApp un nostro azzurro ed è difficile dargli torto anche se Siviglia è stato un probante banco di prova. Ad Adana, però, ha pesato l’assenza della Francia, nostro principale competitor, e la Grecia, pur se sempre in buono spolvero, si è presentata con una formazione ampiamente rinnovata e ancora da registrare. Sprazzi di Serbia, poi poco o nulla di interessante. 

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Il due senza “Matador”

Il fattore positivo di questi Giochi è che la nostra Nazionale non conosce cali di tensione e vince tutte le gare che può vincere. L’unica delusione, se cosi la si può chiamare, è la sconfitta del doppio PL contro una nuova Grecia e la Turchia. Una piccola Corea 1966, per dirla in termini calcistici,  evidenziata da La Mura che, senza termini, ci ha fatto comprendere che l’esperimento Luini-Micheletti va archiviato negativamente. Nella coppia leggera Ruta, dagli esiti dei test e dai risultati in barca, appare un punto fermo. La scelta del nuovo doppio potrebbe anche condizionare il quattro senza, sicuramente molto diverso a Lucerna (almeno metà ma potrebbe esser anche totalmente nuovo) rispetto a Siviglia a cominciare dalla “iniezione di  polpa” del due senza Tuccinardi-Gravina.

Un Carda tutto d'oro
Un Carda tutto d’oro

Ma intanto doppio (Fossi e Battisti) e due senza (Di Costanzo e Castaldo) si confermano barche corte di sicuro valore e, gara dopo gara, trovano nuove occasioni di crescita. Li portiamo a Lucerna in spalla. Bene impressiona anche Cardaioli, di cui La Mura sottolinea le buone qualita’ di singolista e noi, tra Francesco e Rambo Rambaldi, ci freghiamo le mani anche in prospettiva mondiale Under 23. La margherita della coppia ha molti petali, semmai un po’ spelacchiata è quella della punta  dove nell’ultimo raduno e’ uscito fuori  anche qualche malpancista.
 

Pietro Ruta
Pietro Ruta

Due donne per due argenti ma il monito lamuriano è chiaro. “Possono fare molto di più e meglio” e quindi, per aiutarle a partir meglio, si richiamano studi su “fattori psicologici e tecnici”. Considerato che l’una fa parte del doppio leggero campione d’Europa e l’altra è componente del bronzeo quattro di coppia, quindi singoliste occasionali ed in futuro protagoniste sulle loro barche, lo troviamo un filino maniacale. A suo modo in sintonia, quindi, con i contenuti di questo sito-blog.

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