Il Mediterraneo è nostro!

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Un demone? No, semplicemente Pietro Ruta!

Otto anni dopo Almeria 2005, l’Italia torna a esser padrona del Mediterraneo. A Mersin-Adana, complice anche l’assenza della Francia, gli azzurri lasciano soltanto qualche briciola vincendo nettamente il medagliere con quattro ori, due argenti ed un bronzo. Dietro di noi la Grecia e la Serbia. Titoli mediterranei nei singoli maschili, leggero (Pietro Ruta) e pesante (Francesco Cardaioli), nel doppio (Francesco Fossi, Romano Battisti) e nel due senza (Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo). Donne due volte d’argento con Laura Milani e Giada Colombo. Terzo lo sperimentale doppio leggero di Andrea Micheletti ed Elia Luini.

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Giada Colombo

Troppo forte Iva Obradovic. La serba vince con cinque secondi di vantaggio su Giada Colombo, non brillante in partenza ma reattiva lungo tutto il resto del percorso. Brava la singolista lombarda a superare la croata Milosevic ed  non subirne, negli ultimi 300 metri, il prepotente ritorno. L’Italia inizia la mattinata tingendosi d’argento, un colore che “faticherà” a ritrovare abituandosi per un’ora abbondante ad altra tinta…

Carda sbuffa, ma a fine batteria spufferanno più gli avversari...
Francesco Cardaioli
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Marco e Matteo: il due senza Matador

Il gatto ed i topi: da una parte il padovano Cardaioli, dall’altra l’egiziano Younis ed il greco Angeloupolos. Parte forte super Carda, negli ultimi 500 metri gli avversari provano a metterlo in difficoltà. In particolar modo, “osa” l’egiziano che sfinito dalla potenza dell’azzurro, deve anche inchinarsi al greco a poche palate dal traguardo. Francesco campione mediterraneo con 2”14 sulla Grecia e 3”07 sull’Egitto.

Sempre i soliti! A 500 metri dal traguardo la storia del due senza sembra esser scritta dalla Spagna. Anzi no, dalla Serbia che mette la freccia e sorpassa. Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo? Terzi, anche se molto vicini perché la sfida, per tutta la finale, è a 3. Tutto finito? Il bronzo li appaga? Ditelo ai Matador e vi rideranno in faccia. Negli ultimi 500 metri, come già in altre occasioni, il loro serbatoio si riempie nuovamente a tappo. Gli spagnoli Vela Maggi e Sicurbjornsson Benet vengono ancora una volta matati, come agli Europei di Siviglia. L’ultimo sonoro ceffone è per i serbi Stojic e Bedic, staccati 66 centesimi al traguardo.  Olè!

Anche stavolta si ride, si ride di gusto nel doppio maschile
Anche stavolta si ride, si ride di gusto nel doppio maschile

Il film del doppio. Slovenia, Egitto e Principato di Monaco: le comparse. Italia e Croazia gli attori principali. Va bene che il Mediterraneo può sembrar poca cosa tre settimane dopo che ti sei preso l’Europa e con l’attenzione rivolta al Mondo. Risiko insegna, però niente si butta via, vero Francesco Fossi e Romano Battisti? I serbi Marjanovic e Filipovic non sono disposti a far la parte dell’agnello sacrificale: lottano e non si arrendono mai, fanno una bella figura ma per vincere serve altro. Serve avere la forza, la tecnica e l’affiatamento di Francesco e Romano che ancora una volta capitalizzano i propri sforzi firmano il terzoert successo di giornata con 1”30 di vantaggio sulla Serbia.

canottaggiomania_Gdm_MilaniPoi tocca a Laura Milani misurarsi con la greca Aikaterini Nikolaidou e la cipriota Anna Ioannou. La nostra campionessa d’Europa non riesce a contrastare la Grecia, campionessa del Mediterraneo all’arrivo con un vantaggio di 3”76, ma tiene a bada Cipro, terza a ruota con 95 centesimi di ritardo. E’ il secondo argento azzurro.

Peppo Ruta, tu puoi mancare all’appello? No, non puoi. Oggi il nostro singolista leggero ha una fame vorace. Inghiotte e fa sparire gli altri concorrenti, pericolosi come chi si presenta in banca per una rapina con una pistola ad acqua.  Alla frusta, il greco Magdanis. L’argento è, invece, il Paradiso per il turco Kandemir tra gli scroscianti applausi del pubblico di casa. E l’oro di Peppo? Semplicemente regolare, arrivato talmente presto al traguardo da poter bere, alzarsi in piedi ed applaudire anche egli l’impresa del beniamino della Turchia.

Il doppio leggero Micheletti-Luini
Il doppio leggero Micheletti-Luini

Siamo a quattro, poker. Tocca a Andrea Micheletti ed Elia Luini: 22 anni ieri Andrea, 34 oggi Elia. L’oro sarebbe la ciliegiona sulla torta, è il caso di dirlo. Barca sperimentale, ben espressa in batteria. La sfida è con la Grecia di Konsolas e Giannaros. I nostri avversari sono decisamente più in condizione, Andrea ed Elia pagano a carissimo prezzo i loro errori e subiscono anche la Turchia, all’arrivo seconda. Chiudiamo con un bronzo, l’unico in una mattinata a fortissime tinte dorate.

Tutte le fotografie sono di Mimmo Perna (Canottaggio.org)

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