Valutazioni con il metodo Coppola

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Davvero un buon Europeo per Di Costanzo e Castaldo nel due senza

CanottaggioMania non lascia conti in sospeso. Anche a distanza di cinque anni, pur se in quei tempi si chiamava in altra maniera, paga i debiti, vedi il 10 a Fossi e Battisti, e completa ora il quadro delle valutazioni degli equipaggi azzurri protagonisti a Siviglia. Occorre fare una premessa. Per queste pagelle adottiamo il metodo Coppola, non riferendoci al caposettore della punta Senior Andrea ma a Luigia Franca, ex professoressa di inglese dell’Istituto Calasanzio di Genova. In determinate situazioni, soprattutto all’inizio dell’anno, Luigia Franca Coppola (da sposata Pesce, per cui ben si lega con uno sport d’acqua come il nostro) non andava sotto il 6. Alcuni studenti lo interpretavano come un atto di magnanimità, in realtà si sapeva che il 6 con tre meno aveva un significato profondamente diverso dalla sufficienza. A precisa domanda “Prof, ma che significa questo voto?” lei, tra uno “shut up” e l’altro,  rispondeva “Riguarda il tuo compito e capirai”.

Due senza maschile (Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo): metti insieme due ragazzi partenopei. Un giovane emergente, due volte medagliato ai Mondiali Junior e subito argento al primo anno da Under 23, ed un ventisettenne detentore del titolo italiano nel singolo, capace di dimostrare, in quest’avvio di stagione, di esser molto prezioso sia nella punta che nella coppia. E’ una felice alchimia. Non è aver battuto gli spenti vicecampioni olimpici francesi a render fiduciosi sul futuro di questa barca, sicuramente con ancora ampi margini di crescita, ma l’averla vista lottare, a lungo, per il podio contro equipaggi di maggiore esperienza. Senza paura, ma con tempra e coraggio. Da veri Matador. Voto 7,5

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Sfuma di pochissimo il podio per il 4 senza PL

Quattro senza PL (Livio La Padula, Armando dell’Aquila, Elia Luini, Martino Goretti): sempre in crescita, dalla batteria alla finale, anche se le manca il decisivo sprint per contrastare il rabbioso attacco dei francesi. Paga gli smisurati sforzi profusi nei primi mille metri per rimanere agganciati al tram Danimarca ma, certamente, anche questa barca resta un’ipotesi affascinante da sviluppare in vista dei Mondiali con due atleti ripartiti con nuove motivazioni dopo la mancata partecipazione alle Olimpiadi ed altri due analogamente carichi dopo prestazioni non corrispondenti alle aspettative.   Così sfuma il bronzo in un Europeo dai due capi voga, prima Martino e poi Armando, ma la voglia di riprovarci a Lucerna c’è tutta. Voto 7

Doppio PL (Andrea Micheletti, Pietro Ruta): ottimi sia in batteria sia in semifinale, ma sul più bello, complice anche il fastidioso vento contrario, non finalizzano. Quarti, come il quattro senza PL non sono incisivi nel momento cruciale della gara. Anche qui, serve tempo per misurare il potenziale di un equipaggio giovane con notevoli possibilità di miglioramento. Pietro è già un capovoga astuto e caparbio, Andrea è pronto ad assecondarlo portando il suo contributo di agilità e tenacia. Voto 7

Il giovane due senza femminile di Arcangiolini e Marzari
Il giovane due senza femminile di Arcangiolini e Marzari

Due senza Femminile (Gaia Marzari, Beatrice Arcangiolini): prestazione di buon livello per due giovanissime vogatrici in una specialità molto difficile. Gaia e Bea non si preoccupano della loro inesperienza al cospetto di avversarie anche più forti fisicamente ma affrontano gli Europei con la massima applicazione e senza mai risparmiarsi centrando un buon quinto posto.  Il gap con potenze del calibro di Romania e Germania è grande ma ovviamente non si chiedeva loro di colmarlo in poche settimane. Voto 7

Enrica Marasca e Simone Molteni: entrambi quinti, i due singolisti leggeri della Nazionale raggiungono la finale ma non riescono a esser protagonisti, in quanto perdono troppo presto contatto con le posizioni di testa. Essendo comunque andati oltre il loro obiettivo minimo, la finale, meritano una valutazione oltre la sufficienza. Voto 6,5

Quattro senza (Giuseppe Vicino, Sergio Canciani, Mario Paonessa, Vincenzo Capelli): le aspettative erano altre, certamente non un sesto posto a diciannove secondi dall’Olanda. Dopo le buone prestazioni di Piediluco, non si esprime bene in batteria, rinasce nel recupero ma poi “buca” clamorosamente la finale. Peccato, ma questi vogatori avranno senz’altro nuove chance per rifarsi. Tra quattro senza ed otto, i posti non mancano.  Voto 6-

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L’Ammiraglia prima della batteria

Otto maschile (Leopoldo Sansone, Vincenzo Abbagnale, Emanuele Liuzzi, Fabio Infimo, Luca Parlato, Andrea Tranquilli, Andrea Caianiello, Rosario Agrillo, tim. Gianluca Barattolo): per certi versi, riteniamo la prestazione dell’Ammiraglia superiore a quella del quattro senza. Non c’erano particolari pressioni o aspettative su una barca portata a Siviglia per avere un termine di paragone internazionale dopo che questi ragazzi si sono allenati insieme durante tutti i raduni. Rotto il ghiaccio in batteria, l’otto azzurro è cresciuto gradualmente prima nel recupero e poi in una finale B, che in tutti i modi hanno cercato di vincere. Voto 6

Francesco Cardaioli e Alessandra Patelli: decimo ed undicesimo posto nel singolo, da sempre il tallone d’achille dell’Italia remiera. Risultati non disprezzabili, soprattutto se consideriamo che questi due atleti possono sicuramente esser utili per l’impiego su barche multiple. Voto 6

canottaggiomania_doppioPL_donneDoppio femminile (Giulia Pollini, Eleonora Trivella): farle gareggiare contro la Karsten è come chiedere a Cappuccetto Rosso di mangiarsi il Lupo. Loro, PL aggressive e mai dome, non si scoraggiano mai e disputano, anzi, un’egregia finale B. Voto 6+

Otto femminile (Benedetta Bellio, Giorgia Bergamasco, Federica Menegatti, Veronica Paccagnella, Selene Gigliobianco, Erika Faggin, Irene Vannucci, Sabrina Noseda, tim. Camilla Contini): non ancora competitive a questi livelli: ce la mettono tutta, il loro dispendio di energie, alla pari con la determinazione, è generoso  ma non riescono mai a entrare in gara. C’è ancora molta strada da percorrere in questo settore, è noto a tutti, ma è evidente che preferiamo vedere queste ragazze fare esperienza che sedute a casa davanti alla TV. Voto 6=

7 pensieri riguardo “Valutazioni con il metodo Coppola”

  1. Sarebbe molto bello che lasciassi da parte i voti tipo Tuttosport, o Gazzetta dello Sport o Corriere Stadio, Queste piccinerie (tanto per essere diplomatico) lasciamole al calcio. Noi apparteniamo ad un mondo molto diverso. Sinceramente se mi avessero dato un voto dopo una gara in Nazionale mi sarei incazzato di brutto. Spiegami cosa vuol dire tirare come una bestia e poi uno dal computer ti dice che vali 6- 7,5, 10 ecc.? Ognuno di loro ha dato quello che poteva in quel momento senza tirare indietro il braccino mentre qualche calciatore il gambino lo tira spesso indietro poi magari si trova in zona gol, realizza ed ecco il fenomeno. Suvvia! . Quindi Marco facci una cortesia: libera nos a malo. Amen.

  2. Concordo con l’illustrissimo Pacovich. La valutazione aritmetica va un po stretta al canottaggio. Gia questi ragazzi dovranno andare a sentire l’allenatore, non hanno bisogno di sentire il nostro criticismo. Capisco che il tuo intento e di vivacizzare la conversazione e rendere questo sport più abbordabile per i neofiti, ma non commettiamo l’errore che si fa in altri sport. Questi ragazzi vanno a farsi il culo (scusate il francesismo ma rende di più) ogni volta che scendono in barca non dipende solo da loro il risultato ma anche dalla qualità degli avversari.

  3. Sono invece assolutamente d’accordo con Callai.
    Non credo che lo spirito delle sue votazioni sia critico e/o negativo nei confonti degli atleti, e credo che non voglia assolutamente sminuire l’impegno di chi “va a farsi il culo”.
    A mio avviso la valutazione va inserita nel contesto della competizione alla quale partecipano, e forse io la vedo più come una analisi di chi ha ritenuto opportuno farli gareggiare in quel contesto…..

  4. Callai e’ un professionista e conosce molto bene il canottaggio poiché lo vive da vicino (infatti lo trovavamo spesso sui campi ad assistere alle regate, prima che venisse sostituito). Preferirei dire che hanno ragione entrambi, sia Pako che Callai. Il canottiere non e’ assolutamente da paragonare ad un calciatore, non c’e’ nemmeno il minimo avvicinamento, il canottiere fa fatica almeno l’80% in piu’ di un calciatore (provate a far salire un calciatore su un remoergometro…scappa quasi da ridere…) . Quello che io e i miei amici tifosi di canottaggio, non troviamo giusto e’ che certi telecronisti non abbiano la benche’ minima idea di quello che stanno dicendo quando commentano un campionato italiano , un europeo o un mondiale di canottaggio..(ad esempio commenti a certe gare degli attuali europei di siviglia non si possono sentire…hanno addiruttura sbagliato a dire il posizionamento d’arrivo dei nostri atleti). Ragazzi che mettono l’anima nel fare quello che fanno, sminuiti dalla televisione Italiana..mentre all’estero sono imparziali , anzi dedicano attenzione all’Italia piu’ di quanto ne dedichino i nostri cronisti….Callai non e’ tra loro, ma certi commentatori o alcuni giornalisti che scrivono di questo sport senza essere documentati farebbero bene a cambiare mestiere..

  5. ringrazio tutti per gli interventi. Vorrei solo precisare che non è mia intenzione paragonare il calciatore al canottiere. La pagella nasce per concentrare ancor più l’attenzione dei lettori attorno ai nostri vogatori ed alle nostre vogatrici, far comprendere ulteriormente il loro percorso. Il voto all’equipaggio può esser condiviso oppure no, è semplicemente un punto di vista (sempre argomentato) e, come tale, può esser discusso. Sulla professionalità dei colleghi, mi sento di poter dire che i nostri telecronisti e commentatori stanno seguendo il nostro sport con il massimo dell’impegno e della professionalità. Il loro contributo non è solo nel racconto della gara , ma anche nella disponibilità a collaborare con la Federazione x cercare di dedicare la più ampia finestra oraria in ogni palinsesto. E, con Marco Lollobrigida e Lello Leonardo, anche in quest’ambito ho sempre avuto oltre la massima collaborazione e disponibilità. E’ chiaro che l’errore, la svista, può esser sempre dietro l’angolo. E’ chiaro che certe cose, viste con altri occhi che non siano quelli di maniacali appassionati (ma ricordate che ci sono gare nazionali o campionati italiani con barche che arrivano 10-20-anche 30 secondi a distanza l’una dall’altra… una noia mortale), possono anche esser difficili da commentare. Ed io, per esempio, mi immagino a commentare una sfida salvezza di A1 di hockey su prato: con tutta la buona volontà e la preparazione, gli appassionati mi criticherebbero perché sicuramente almeno su una o due bucce di banana scivolerei…

    1. si Marco, tu hai ragione..ma il risultato finale in un europeo o in un mondiale, non si puo’ e non si deve sbagliare..perche’ i commentatori inglesi non l’hanno sbagliato…e anche certi commenti personali, meglio lasciarli perdere se non si conoscono gli atleti a fondo, perché si rischia di risultare (come e’ poi successo ) disinformati…meglio non dire nulla piuttosto che dire cose a vanvera..non si discute sulla professionalita’ dei due cronisti italiani….si discute sulla disinformazione..e sull’informazione errata ai telespettatori dei risultati finali..che alla fine sono quelli che contano..o no?

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