Siviglia: l’Italia vede… doppio!

Betta e Laura, campionesse europee in carica

Quattordici barche al via degli Europei di Siviglia. Una già in finale (otto femminile), quinta nella gara per l’assegnazione delle acque. Tre promosse in finale, sette alle semifinali e sette ai recuperi.  E’ la fotografia della prima giornata azzurra, con luci ed ombre. Dati assolutamente controvertibili dalle prossime prove, a partire da domani quando si completerà lo scacchiere delle barche finaliste e si disputeranno le finali per le specialità non olimpiche.

Le leonesse azzurre del quattro di coppia
Le leonesse azzurre del quattro di coppia

Partiamo dalle donne. Il doppio leggero di Elisabetta Sancassani e Laura Milani realizza il miglior tempo delle batterie. Si conferma il buon momento dopo l’ottimo rendimento espresso sia al Memorial sia nella Trio 2016. Sarà interessante vedere il confronto con le tedesche Muller e Noske, finaliste a Londra Intanto parte molto bene anche il quattro di coppia di Laura Schiavone, Giada Colombo, Sara Magnaghi e Gaia Palma. Secondo posto, a soli 4 decimi dall’Olanda, in una gara in cui vengono stroncate le velleità polacche. Occhio alla Germania, oggi miglior tempo e presente agli Europei con la formazione vincitrice dell’argento a Londra 2012.

Alessandra “Patty” Patelli non sbaglia il recupero. Compito proibitivo, invece, per le giovani Bea Arcangiolini e Gaia Marzari nel due senza: Romania super, domani l’appello.  Niente da fare per il doppio di Giulia Pollini ed Eleonora Trivella che proveranno a riscattarsi nel recupero. Così farà anche la singolista leggera Enrica Marasca, fuori dalla finale per un secondo e tre decimi.

Fossi e Battisti se la ridono di gusto... Giusto così!
Fossi e Battisti se la ridono di gusto… Giusto così!

Non presentava particolari insidie la batteria del doppio di Francesco Fossi e Romano Battisti.  Poco più di una passeggiata, ben presto seminate Ucraina ed Azerbaijan. Qui i maggiori pericoli arriveranno da Germania, decapitata nella semifinale olimpica da Romano ed Alessio Sartori, Lituania (già messa in ginocchio al Memorial d’Aloja) e Norvegia. Spadroneggiano anche i colleghi leggeri Andrea Micheletti e Pietro Ruta, presto padroni della scena dopo l’iniziale fuoco di paglia austriaco. Guardando altrove, Francia e Germania ne saggeranno la forza.  Scesi dal quattro senza PL, dopo diversi successi e la decisiva sconfitta nella seconda giornata della Trio2016,  Giorgio Tuccinardi e Guido Gravina dimostrano subito di esser un buon due senza PL liquidando la Germania ed il Portogallo ed occupando subito uno dei quattro posti in palio per la finale assieme ai tedeschi e, promossi dall’altra parte, Svizzera e Spagna. Avanti, in semifinale, anche il quattro di coppia con il minimo sforzo: Simone Venier, Matteo Stefanini, Luca Rambaldi e Simone Raineri lasciano Olanda e Polonia scannarsi per il successo.  Il campione europeo uscente, il lituano Griskonis, gli rovina l’esordio ma Francesco Cardaioli non si scoraggia tirando fuori tutto il suo carattere nel recupero. Terzo ed in semifinale anche il singolista leggero Simone Molteni. 

Ruta e Micheletti, questione di feeling!

Al due senza di Matteo Castaldo e Marco Di Costanzo capita la Francia di Chardin e Mortelette, bronzo a Londra 2012. Con un solo posto a disposizione, pur non demeritando per ardore e grinta, gli azzurri risparmiano anche energie per il recupero. Duello Romania-Serbia per nel quattro senza per l’ingresso in finale, l‘Italia (Giuseppe Vicino, Sergio Canciani, Mario Paonessa, Vincenzo Capelli) resta momentaneamente a guardare. Nonostante un buon avvio azzurro, la Danimarca, vedova di Ebbesen ma per tre quarti l’equipaggio bronzo alle Olimpiadi,  è un osso ancora troppo duro da rodere per il quattro senza leggero di Livio La Padula, Armando Dell’Aquila, Elia Luini e Martino Goretti.  “Partenza falsa” (soltanto quinti) per l’otto di Leopoldo Sansone, Vincenzo Abbagnale, Emanuele Liuzzi, Fabio Infimo, Luca Parlato , Andrea Tranquilli, Andrea Caianiello, Rosario Agrillo, con al timone Gianluca Barattolo.

Tutte le foto sono a cura di Mimmo Perna (Canottaggio.org)

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