Nessuna paura

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Giuseppe La Mura riabbraccia la Nazionale dopo otto anni

In parallelo con il nostro ricordo di ieri “Ritorno al futuro?”, oggi anche Riccardo Crivelli (Gazzetta dello Sport) richiama alla memoria la coincidenza del via ufficiale alla nuova gestione La Mura, gli Europei di Siviglia, con la rassegna iridata delle dieci medaglie di undici anni fa. In apertura d’intervista, il flashback lamuriano di onesta preoccupazione per il mancato titolo  Senior ai Mondiali . Da 15 anni, dal successo del quattro di coppia a Colonia 1998 (anche se c’è la felice conclusione del quadriennio a Sidney 2000 del Golden Quad) mentre il digiuno di ori nelle specialità olimpiche leggere risale a Milano 2003 con il successo di Pettinari e Luini. Punti di partenza. Un medico, prima di applicare la corretta medicina, deve sempre sapere di quale malattia soffre il paziente. La medicina La Mura è il “duro allenamento” per  la malattia “gesto tecnico disastroso” causata da otto anni di “messaggi tecnici molto contrastanti”. Nessuna paura per le eventuali sconfitte del presente, se arrivano dopo aver cercato la vittoria.  Altro concetto lamuriano.
Quattro senza GBRE’ difficile dire oggi se il metodo funzionerà ancora al cento per cento del potenziale,  se soprattutto ci sarà piena corrispondenza tra le indicazioni dei tecnici e le risposte degli atleti e delle atlete,  ma per ora i segnali sono positivi grazie anche alla predisposizione della squadra ad applicarsi dando il massimo. Una cosa va detta. Il canottaggio mondiale è sempre stato una giungla dove, in  tutte le specialità, incontri belve di lingue diverse pronte a sbranarti.  Ma, guardando i medaglieri di Atene 2004 e Londra 2012, troviamo addirittura cinque nazioni in meno in medaglia (23 a 18). Se togliamo la Gran Bretagna (nove medaglie in un’Olimpiade casalinga con fortissimi investimenti economici non sono paragonabili con le pur ottime quattro di Atene), la Germania, l’Australia e l’esplosione del fenomeno Nuova Zelanda (dall’unico oro di Atene 2004 a tre ori e due bronzi londinesi) non vedo attualmente altri giganti attorno a noi. Alcune nazioni abituate al tradizionale ruolo disturbatore sono proprio sparite. Sarà un caso? Quest’anno, lo dicono i giorni di raduno ed il numero di allenatori coinvolti, l’investimento economico sulla Nazionale è stato subito fortissimo.
canottaggiomania_giovaniLe prime gare, certamente, non saranno tutte rose e fiori ma daranno segnali importanti sullo stato di salute della squadra e sulla direzione intrapresa. L’Italia ha giovani motivati e determinati ad allenarsi duramente per emergere oltre a veterani disposti a reagire dopo la delusione londinese ed a far da chioccia ai nuovi arrivati. Se la strada è quella buona, con il ponte di comando occupato dal nostro DT meno impulsivo e più riflessivo rispetto agli ultimi tempi (pre e post Atene) con il desiderio di passare dopo Rio de Janeiro il testimone a giovani validissimi tecnici più responsabilizzati ed autonomi, penso che il tempo richiesto per riportare l’Italia nell’Olimpo possa esser inferiore agli otto anni inizialmente previsti dal nostro Presidente Abbagnale.

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